In arrivo il vaccino
di Johnson & Johnson

di Francesco Veronesi del February 18, 2021

TORONTO - In Canada, in Italia e nel resto del mondo la pandemia ha registrato un progressivo rallentamento. Numeri alla mano, è evidente la percezione che le misure attivate per rallentare il contagio - lockdown, coprifuoco, chiusura delle scuole e così via - hanno contribuito all’appiattimento della curva epidemiologica di Covid-19.

Anche i numeri di ieri in Ontario - 847 nuovi casi, mai così pochi da ottobre - rappresentano un segnale incoraggiante. Nel nostro Paese siamo passati dai circa 8mila nuovi contagi giornalieri di gennaio ai circa 3mila di metà febbraio. Eppure gli esperti, in Italia e in Canada, continuano ad essere prudenti.

A questo punto la grande minaccia è rappresentata dall’incognita delle nuove varianti, che numerosi studi hanno dimostrato essere più aggressive e pericolose rispetto al ceppo originale. Alcuni virologi hanno sottolineato come la flessione delle ultime settimane rappresenti semplicemente l’andamento della pandemia, che storicamente si sviluppa in ondate successive: in sostanza, saremmo semplicemente a un passo dall’inizio della terza ondata, quella dove il ceppo inglese dovrebbe essere dominante.

Ecco allora che assume un significato ben preciso il dibattito di questi giorni che si è sviluppato in Italia tra i virologi più autorevoli - Andrea Crisanti, Massimo Galli, Matteo Bassetti, Roberto Burioni - che, con sfumature diverse, di fronte al calo dei contagi nel Belpaese continuano a ribadire la necessità di un nuovo lockdown, proprio per prevenire una terza ondata.

Anche a livello globale i numeri sembrano andare in quella direzione. Ieri l’Organizzazione mondiale della sanità ha presentato un rapporto che analizza l’andamento della pandemia. Il numero di nuovi casi di Covid-19 nel mondo continua a diminuire: sono stati 2,7 milioni i contagi la scorsa settimana, il 16% in meno rispetto alla settimana precedente. Anche il numero dei decessi registra un calo, con 81mila morti segnalati la scorsa settimana, -10%. Il bollettino globale di Covid-19 segna così 108,2 milioni di casi e oltre 2,3 milioni di vittime dall’inizio della pandemia.

I cinque Paesi che la scorsa settimana hanno segnalato il maggior numero di nuovi casi continuano ad essere gli Stati Uniti d’America (673.630 casi, una diminuzione del 23%), il Brasile (318.290, -3%), Francia (127.565, -6%), la Federazione russa (104.602, -11%) e il Regno Unito (97.271, -27%): come si vede, in tutti questi Paesi si è registrato un calo evidente. E questo - sottolineano gli esperti - anche per l’effetto di rallentamento del contagio causato da un numero sempre maggiore di persone vaccinate.

Quanto alle varianti, secondo il monitoraggio dell’Oms, quella inglese è stata rilevata in altri otto Paesi rispetto alla settimana scorsa: al 16 febbraio, 94 Paesi in tutte e sei le regioni dell’Oms hanno segnalato casi importati o trasmissione comunitaria di questa variante. La trasmissione locale è stata segnalata in almeno 47 Paesi. La variante sudafricana è stata riportata da altri due Paesi, per un totale di 46 Stati in tutte e sei le regioni dell’Oms. La trasmissione locale è stata segnalata in almeno 12 Paesi in quattro regioni dell’Oms.

Nella GTA il sentimento che prevale è quello della prudenza. Ieri Lawrence Loh, Medical Officer of Health della Peel Region, ha ufficialmente chiesto al governo provinciale di mantenere l’intera regione in lockdown per altre due settimane, per valutare l’impatto del ritorno a scuola degli studenti e per monitorare lo sviluppo del contagio delle nuove varianti.

Anche a Toronto e nella York Region la sensazione prevalente è quella della massima cautela: se dovrà esserci una terza ondata, sarà meglio non favorirla con scelte affrettate, che potrebbero portare a conseguenze catastrofi che in tutta la provincia.

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