Entro la fine di giugno
14,5 milioni di canadesi
saranno immunizzati

di Francesco Veronesi del February 19, 2021

TORONTO - Il governo federale accelera sul fronte vaccini. Dopo le dure polemiche della scorsa settimana sui ritardi nelle consegne delle forniture pattuite con Pfizer e Moderna, l’esecutivo volta pagina e presenta la nuova road map vaccinale che dovrebbe portare, secondo i nuovi calcoli, all’immunizzazione di 14,5 milioni di canadesi entro la fine di giugno.

La conferma è giunta ieri dal generale Dany Fortin, a capo dell’équipe federale sulla distribuzione dei vaccini, che ha sottolineato come la quota di vaccinazioni messa in preventivo si basa solamente sull’arrivo dei due vaccini approvati da Health Canada, quello della Pfizer e quello di Moderna.

Un ulteriore passo avanti nella campagna di vaccinazione di massa potrebbe arrivare se nelle prossime settimane si arriverà al via libera da parte dell’ente regolatore, degli altri due vaccini che sono attualmente al vaglio del ministero della Sanità, quello prodotto da AstraZeneca e quello della Johnson and Johnson.

In questo caso - ha sottolineato Fortin - il numero di canadesi immunizzati prima del prossimo luglio potrebbe arrivare a quota 24,5 milioni.

Il generale, in ogni caso, ha ribadito ancora una volta che la tabella di marcia messa a punto dalle autorità federali si basa sul calcolo preciso delle forniture di dosi promesse dalle aziende produttrici.

Ad incidere, anche in modo significativo, sugli obiettivi posti dall’esecutivo potrebbero essere eventuali nuovi ritardi, un po’ come è già successo a febbraio, dove sia la Pfizer che la Moderna hanno dovuto tagliare drasticamente il numero di dosi che sarebbero dovute arrivare in Canada a causa di problemi di produzioni emersi negli stabilimenti delle due aziende in Belgio e in Svizzera.

In ogni caso, stando alla road map di Ottawa, nel caso in cui non dovessero esserci ulteriori contrattempi, l’intera popolazione adulta del nostro Paese potrà ricevere la prima e la seconda dose di vaccino anti Covid entro la fine di settembre. Questo, tra l’altro, è sempre stato l’obiettivo dichiarato di Justin Trudeau, che aveva dato il via libera alla firma di accordi di acquisto dei vaccini ben prima che Health Canada desse il suo via libera alla Pfizer e a Moderna.

Il primo ministro è stato accusato nei giorni scorsi di essere stato il principale responsabile dei ritardi nelle consegne e un sondaggio della Leger uscito questa settimana ha registrato un significativo malessere da parte dei cittadini nei suoi confronti: secondo lo studio demoscopico, il 69 per cento degli intervistati incolpava Trudeau per il mancato rispetto della precedente tabella di marcia nella campagna di vaccinazione di massa.

I rallentamenti nelle forniture delle dosi pattuite ha provocato disguidi e problemi anche a livello provinciale. In Ontario la campagna di vaccinazione nelle case di cura a lunga degenza e nelle case di riposo doveva essere completata qualche giorno fa e invece, proprio a causa della mancanza di vaccini per la seconda dose di richiamo, questo obiettivo non è stato ancora raggiunto.

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