Il Commento

Provveditorati allo sbando: ma chi paga?

TORONTO –  Perché farlo?

Provo sinceramente pena per il ministro Calandra, sapete, il ministro dell’Istruzione. Nel 2025, tra grandi proclami e molta fanfara, ha deciso di usare la proverbiale scure contro i peggiori responsabili della gestione amministrativa dei Provveditorati dell’Ontario, ponendo sotto commissariamento i due consigli scolastici di Toronto (quello cattolico e quello non cattolico) e sostituendo i fiduciari eletti con un factotum, incaricato di rimettere le cose a posto. In seguito, altri due Provveditorati si sono aggiunti alla lista, e poi altri due ancora.

Purtroppo, non è cambiato nulla. Altri sessantasei consigli scolastici se la sono cavata senza conseguenze. Ai fiduciari è stato permesso di ricandidarsi alle elezioni. Peggio ancora, i vertici operativi di queste organizzazioni sono stati premiati con aumenti salariali e nuovi titoli. Anche i sindacati degli insegnanti hanno rilanciato le loro richieste di miglioramenti contrattuali. L’indifferenza e l’atteggiamento del tipo «arrangiatevi, non ce ne importa un bel niente» sembravano essere la risposta dominante di coloro che stavano portando il sistema scolastico alla rovina.

A titolo esemplificativo, la cerimonia ufficiale di (ri)apertura della Dante Alighieri Academy, in Playfair Avenue, il 16 ottobre scorso, è stata un completo fallimento! Non più di quaranta persone, tra ex dipendenti e personale attuale, alcuni funzionari del Provveditorato e studenti attualmente iscritti, hanno partecipato alla cerimonia di bentornato. La fiduciaria Maria Rizzo, che aveva sostenuto un progetto volto a demolire le strutture esistenti per sostituirle con un complesso polifunzionale, era assente. Era invece presente Gianfranco Cristiano, che sta contestando il suo diritto a rappresentare una comunità che lei stessa ha diviso.

Non c’è da sorprendersi. Gli studenti della vecchia Academy sono stati esiliati nella vecchia sede della Don Bosco (in precedenza Keiller McKay S.S.), undici chilometri più a ovest. A quanto pare, seicento di loro hanno mandato al Provveditorato un messaggio inequivocabile: «Ma andate al diavolo!».

Quella sede della Don Bosco ospita ora gli studenti della Bishop Allen H.S., provenienti dalla zona meridionale di Etobicoke, distante undici chilometri e mezzo. Questo perché il fiduciario di quella zona, Markus de Domenico, stava riservando a qualcun altro una sede alternativa, più vicina di ben sei chilometri.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che il direttore generale (Director/CEO) Brendan Browne ha approvato sia Rizzo sia de Domenico, insieme ai loro alleati Angela Kennedy e Ida Li Preti, una sorta di imitatori di Pincopanco e Pancopinco, i personaggi di Alice nel Paese delle Meraviglie qui evocati in chiave sarcastica. Nei due anni trascorsi dall’acquisizione, non è stato svolto alcun lavoro preparatorio. Nessun problema: che siano soldi sprecati o semplicemente spesi, in fondo sono soltanto soldi… i vostri.

E tutto questo dopo aver speso più di 30 milioni di dollari per costruire una nuova scuola.

Il dottor Browne è riuscito a negoziare il rinnovo del proprio contratto, ottenendo un consistente aumento retributivo e ulteriori benefici, ben quattordici mesi prima della scadenza e appena due mesi prima che il consiglio scolastico venisse posto sotto commissariamento.

Il supervisore, Frank Benedetto, il factotum, ha apposto il proprio sigillo di approvazione su ogni decisione e ha annunciato che il Provveditorato dovrà prevedere un calo delle iscrizioni di almeno seicento studenti nell’anno scolastico 2026-2027.

Nelle foto in alto, da sinistra: Markus de Domenico che spiega due motivi per cui si ripresenta; Maria Rizzo che crede che la scuola tratti solo di scarabocchi; Gianfranco Cristiano che dice “nuova scuola, nuovo inizio” con il parroco della chiesa di San Carlo Borromeo, Padre Mario, con genitori e amministratori

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