Malagò è il commissario della Federcalcio
ROMA – Una vicenda che andava avanti da settimane, ma che si è finalmente conclusa con un verdetto: Giovanni Malagò (nella foto sopra) è il commissario straordinario della Figc.
La decisione è arrivata dopo il vertice tra la Federcalcio e il Coni che, prima in Giunta, poi in Consiglio federale, hanno deciso all’unanimità un compromesso che non cambia, almeno per il momento, le carte in tavola.
Tutto è iniziato lo scorso 4 settembre, quando la Procura della FIGC, guidata da Giuseppe Chinè, aveva certificato l’assenza del tesseramento del nuovo presidente della Federcalcio, chiedendo però l’archiviazione.
Secondo la linea difensiva della Figc, l’obbligo di essere in regola con il tesseramento non implica il possesso preventivo della tessera, ma la giunta Coni era del parere opposto, sostenendo che il tesseramento fosse un requisito fondamentale per la candidatura e la conseguente elezione al ruolo di presidente della Federcalcio.
Così, il presidente Coni Luciano Buonfiglio, avviò tutti i procedimenti per valutare il commissariamento di Malagò, con il quale è partito un vero e proprio scontro. Il Coni ha schierato quattro saggi unanimi sulla necessità di invalidare l’elezione, mentre la Figc ha risposto con cinque illustri giuristi (tra cui Sabino Cassese e Bernardo Mattarella) affermando che il tesseramento non è un requisito stringente e che il commissariamento sarebbe una misura eccessiva.
In un clima così teso, si è andato sempre più a delineare il rischio sia di possibili disordini all’interno del’ambiente, sia di sanzioni di Cio e Uefa, che avrebbero punito l’Italia se il Coni avesse annullato a tavolino un’elezione per un semplice cavillo burocratico.
Così, la soluzione è arrivata tramite un compromesso: nei vertici di ieri tra Figc e Coni, il verdetto ha stabilito che Giovanni Malagò rimane alla guida della Figc non più nei panni di presidente, ma di commissario fino alle prossime elezioni, che si terranno entro e non oltre il 31 gennaio 2027. La proposta di Buonfiglio è stata giudicata di “buon senso” dallo stesso Malagò, che avrebbe già individuato come data delle prossime elezioni il prossimo 14 dicembre.
Il Ministro per lo Sport Andrea Abodi in merito alla questione, ha affermato: “Ho sempre sostenuto e ribadito due principi molto semplici, ma mai scontati: il rispetto delle regole, per tutti, e l’autonomia dello sport, in osservanza delle norme dello Stato. Oggi il Coni, attraverso i suoi organi e nell’esercizio delle proprie prerogative, ha preso le sue decisioni sul commissariamento della Figc, che appartengono integralmente all’autonomia dell’ordinamento sportivo”.
Dello stesso avviso è anche la Lega Serie A che, in un comunicato ufficiale, ha dichiarato: “La Lega condivide la soluzione individuata, ritenendola opportuna in una fase in cui resta prioritario proseguire i lavori su dossier di particolare rilevanza quali la riforma legislativa all’esame del Senato, l’organizzazione di Euro 2032 e i rapporti internazionali”.
Finisce così, con un verdetto che accontenta tutti e non punisce nessuno. Giovanni Malagò resta saldamente al comando del calcio italiano, cambiando semplicemente la targhetta sulla porta del suo ufficio. Almeno fino al 14 dicembre, quando le nuove elezioni metteranno ogni cosa al proprio posto, tessera compresa.
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