Addio a Sandro Mazzola, simbolo della grande Inter
MILANO – Il calcio italiano piange uno dei suoi più grandi interpreti. Sandro Mazzola, bandiera dell’Inter e della Nazionale, si è spento sabato 19 settembre all’età di 83 anni, lasciando un vuoto incolmabile.
Il suo destino era già scritto nel sangue. Figlio di Valentino, capitano del Grande Torino scomparso nell’incidente di Superga, non ha mai vissuto all’ombra del padre, bruciando le tappe in breve tempo per l’evoluzione tattica che lo ha caratterizzato.
Fu Helenio Herrera a trasformarlo in una seconda punta micidiale dalla tecnica sopraffina, dalla grande capacità di finalizzazione e dalla progressione atletica devastante, messa in mostra tramite le sue famose “serpentine” con cui saltava gli avversari.
E tutto questo lo sfoggiò con l’Inter, in cui militò 17 anni, collezionando 565 presenze e 160 gol e diventando in poco tempo il perno di una squadra che, anche grazie alle sue giocate, vinse quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.
Indimenticabile fu anche il periodo in Nazionale, con la quale vinse l’Europeo del 1968 e arrivò in finale nel Mondiale messicano del 1970, in cui gli uomini di Ferruccio Valcareggi si arresero al Brasile dell’eterno Pelé dopo aver superato la Germania Ovest nella famosa “partita del secolo”.
Di quel periodo, inoltre, resta scolpita nella memoria collettiva la celebre “staffetta” con Gianni Rivera, segnata da una profonda rivalità, che li contrapponeva nella titolarità nello scacchiere tattico della Nazionale e nelle due metà di Milano, ma anche da una profonda amicizia fuori dal campo, mostrando due facce della stessa splendida medaglia del calcio italiano.
Dopo il ritiro, alternò la carriera di commentatore televisivo a quella dirigenziale, mettendo a segno, nei panni di quest’ultima, l’operazione che ha portato Ronaldo il fenomeno all’Inter nel 1997 assieme al compagno di mille battaglie Luisito Suarez.
Un percorso straordinario, che consegna Sandro Mazzola al patrimonio dello sport italiano.
Marotta: “Con Sandro se ne va un pezzo di storia”
MILANO – Sandro Mazzola è stato un’icona del calcio italiano, ma soprattutto dell’Inter, club con il quale ha trascorso la sua intera carriera regalando al club numerosi trofei che, ancora oggi, ne caratterizzano il suo palmarès.
Beppe Marotta, presidente dell’Inter, ha espresso il suo tributo ai microfoni di Sky Sport nel pre-partita contro la Roma, sottolineando l’importanza della figura di Mazzola per il club: “Un pezzo della leggenda che se n’è andata. Si parla di un giocatore che ha indossato la nostra maglia per 17 stagioni. Ha contribuito a fare Grande l’Inter di Helenio Herrera e Angelo Moratti: sta a noi conservare e preservare la memoria di questa icona”, ha detto Marotta, sottolineando che “un Club è grande se riesce a svolgere questo compito: all’interno di questa memoria ci sono valori importanti che noi dirigenti dobbiamo prendere come esempio e trasferirli alla nostra generazione di ragazzi e non solo. Si parla di campioni e valori che sono sicuramente esempi da imitare.”
Il presidente nerazzurro ha avuto modo di esprimere anche alcune memorie personali legate a Mazzola: “Da piccolo mi ha regalato emozioni in bianco e nero ma anche sulle figurine, poi io da giovane manager ho negoziato con lui l’operazione Recoba, ho dei bellissimi ricordi”.
Prima del fischio d’inizio del big match della quinta giornata di Serie A, nerazzurri e giallorossi si sono radunati a centrocampo per ricordare insieme Mazzola in un minuto di silenzio riempito dall’applauso di tutto l’Olimpico.


