TTC – Cambiamenti, deviazioni, ritardi, sospensioni
TORONTO – C’è un detto che dice: “A parole son tutti bravi, ma la critica fine a se stessa è deleteria”. Ma quando il problema tocca in prima persona, allora diventa facile credere in un detto simile, noto agli utilizzatori dei mezzi della TTC a Toronto: “If you see something, say something“. “Se vedi qualcosa, dì qualcosa”, anche se non cambierà nulla. L’importante è che qualcuno ne parli e faccia qualcosa.
I continui cambiamenti, le deviazioni, i ritardi e le sospensioni della TTC sembrano ormai essere diventati la normalità. E le vittime sono i passeggeri che utilizzano il servizio di trasporto pubblico.
Quando è stato modificato il tempo disponibile per effettuare i trasferimenti, portandolo a due ore, molti ne sono stati contenti e hanno pensato che fosse una buona cosa. In questo modo, infatti, si pensava di avere abbastanza tempo per poter fare anche altre cose. Finché alcune persone non hanno sperimentato direttamente che nemmeno questo tempo è sufficiente.
Solo il tempo necessario per aspettare il trasferimento da un mezzo all’altro, infatti, può arrivare a mezz’ora. Questo rende quelle due ore insufficienti quando bisogna passare dall’autobus al tram o alla metropolitana. I tempi tra un mezzo e l’altro sono davvero troppo ravvicinati.
Non è tanto l’attesa in sé, ma il fastidio e la rabbia che ne derivano. Quando la tua giornata comincia con irritazione e nervosismo, finisci per rovinarti tutta la giornata.
Quando parli con il supervisore e fai delle domande, la risposta è quasi sempre la stessa: “Stiamo semplicemente seguendo gli ordini di chi è ai livelli superiori e prende le decisioni”.
Con così tanti supervisori ad ogni angolo, la gestione del servizio sembra diventare ancora più confusa. Le persone sono disorientate e si chiedono che tipo di organizzazione ci sia dietro alla gestione dei mezzi.
Domenica scorsa, alla CNE (Canadian National Exhibition), quattro streetcar consecutive della linea 509, dirette verso Harbourfront, sono passate davanti ad un gran numero di persone che stavano aspettando il tram della linea 511 per Bathurst. Sembrava quasi che lo facessero apposta. Sui tram della linea 509 c’erano pochissimi passeggeri. Prima hanno messo il cartello “fuori servizio”, poi lo hanno cambiato indicando la linea 509. Vedendo la grande folla di persone in attesa dei mezzi della linea 511, perché non far cambiare percorso a quelle streetcar per utilizzarle sulla linea 511?
Non ha senso non averlo fatto, soprattutto considerando che tra le persone in attesa c’erano molti anziani con disabilità.
Oltretutto c’erano supervisori ovunque, quattro alla volta, che sembravano non vedere quello che stava succedendo, nonostante le persone stessero persino gridando. Sembrava quasi che lo facessero apposta, come se volessero rendere le cose più difficili per la gente. E la maggior parte delle persone in attesa erano persone con disabilità.
Nessuno riusciva a credere a quello che stava succedendo. E come si può credere, allora, allo slogan della TTC secondo cui è meglio lasciare l’auto a casa?
C’è anche un altro slogan caro alla TTC: “Plan your trip” (“Pianifica il tuo viaggio”) …ma se la TTC stessa non riesce a pianificare il proprio percorso, le persone finiscono per chiedersi se il piano dell’azienda del trasporto pubblico sia semplicemente quello di mandare i mezzi nella direzione sbagliata.
Per quanto si possa provare a parlare con i politici del governo municipale che gestisce la TTC, non succede nulla.
Alle prossime elezioni comunali, i cittadini dovrebbero pensarci due volte prima di decidere per chi votare…
Traduzione in Italiano – dall’originale in Inglese / Filippino – a cura di Marzio Pelù
Nella foto in alto, una streetcar a Toronto (dalla pagina Facebook della TTC); qui sotto, la mappa indicante le modifiche al servizio TTC durante la Canadian National Exhibition (TTC/HO)


