Cultura

La carica dei film italiani nel post-Cannes

TORONTO – Ora che stiamo entrando nella pausa post-Cannes, con le recensioni di moda e i finali dei premi alle spalle, l’industria sta rivolgendo la sua attenzione al festival cinematografico più antico ed elegante al mondo: il Festival del Cinema di Venezia. Immerso sul Lido, il mondo del cinema si riunirà per assistere sia al cinema autorale ad alto concetto sia ai principali contendenti ai premi di Hollywood.

Ancora più importante, da una prospettiva interna, i registi italiani torneranno sotto i riflettori per competere per il leggendario Leone d’Oro.

Dopo essere stati completamente esclusi in Francia, registi e programmatori veneziani cercheranno di scatenare le loro armi artistiche più importanti per La Mostra questa fine estate. Uno dei contendenti dei pesi massimi è sicuramente quello di Nanni Moretti Succederà questa notte, che avrà la prima a Venezia. Il film è un “dramma romantico incentrato su quattro residenti in un edificio israeliano in cerca di connessione”.

Il prossimo candidato certo per una selezione di alto profilo è Nessun dolore di Gianni Amelio. Il film racconta il completo ribaltamento di un la vita del giovane dopo aver causato inconsapevolmente un evento tragico. Amelio è ovviamente un frequentatore abituale dei festival, e ha persino vinto il Leone d’Oro nel 1998 per Così ridevano. Molto atteso è anche Scherzetto di Mario Martone, un dramma psicologico tratto dal libro omonimo di Domenico Starnone.

L’opera di Starnone è nota per le sue decostruzioni taglienti delle dinamiche familiari italiane attraverso divisioni generazionali, e Scherzetto soddisfa esattamente questo. Protagonista Toni Servello nei panni di un’illustratrice anziana e reclusa che torna a Napoli per badare al nipote di quattro anni (interpretato dal nuovo arrivato Lorenzo Perrotta). L’artista viene costretto a lasciare il suo appartamento di clausura solo per vedere il suo stile di vita isolato sgretolarsi da un bambino.

Four men in old-fashioned clothing ride horses through a golden prairie field, wearing wide-brimmed hats.

Forse il candidato più intrigante per la commissione di selezione di Venezia è Dio ride di Giovanni Veronesi. Conosciuto soprattutto per le sue commedie sia come sceneggiatore che come regista, l’opera più celebrata di Veronesi è la trilogia di Manuale d’amore. Ma con Dio ride, si avventura nella satira d’epoca con Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando. Il film vede anche un forte cast di supporto che include Maurizio Lombardi (Il nuovo Papa, Ripley) e la giovane stella italiana emergente Francesco Gheghi (Familia).

Basandomi sulle prime opinioni, Dio ride è il candidato più probabile a guidare la carica del cinema italiano sulla scena internazionale veneziana quest’anno. Il film è ambientato nella Toscana del XVII secolo, segue un frate carismatico che usa umorismo e comicità per predicare su Dio, scatenando una tesa battaglia filosofica con la rigida gerarchia ecclesiastica.

Il film ha iniziato a fare scalpore dopo che uno dei più alti funzionari vaticani, Antonio Spadaro, ha ricevuto una proiezione speciale: ” Dio Ride di Giovanni Veronesi è sensazionale. Pierfrancesco Favino è straordinario. In effetti, tutto il cast lo è. Quando uscirà, andate a vederlo. Ha catturato la mia anima”, ha detto Spadaro, che è di fatto il referente del Vaticano per valutare la cultura contemporanea.

Sarà interessante vedere come una storia su un frate censurato nel XVII secolo possa tracciare parallelismi con la moderna cancel culture e le minacce alla libertà di parola.

Immagine di “Dio ride” per gentile concessione di Indiana Production       

Massimo Volpe, autore di questo articolo, è un filmmaker e scrittore freelance di Toronto: scrive recensioni di film/contenuti italiani su Netflix

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