Usa, agenti ‘ICE’ ai controlli negli aeroporti: preoccupazione per chi viaggia
TORONTO – Preoccupa i canadesi, e non soltanto loro, il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di affiancare agli agenti della Transportation Security Administration (TSA) anche agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) in diversi aeroporti statunitensi. Alcuni esperti affermano infatti che coloro che continuano a viaggiare verso gli Usa dovrebbero essere preparati ai “poteri estesi” di cui dispongono gli agenti dell’ICE. E visti i recenti, in alcuni casi anche tragici, accadimenti legati alle azioni di tali agenti (come quando hanno ucciso i cittadini americani Alex Pretti e Renee Good a Minneapolis), la preoccupazione è comprensibile.
Già lunedì, alcuni agenti federali sono stati visti dall’Associated Press vicino alle file affollate in diversi aeroporti, tra i quali l’Aeroporto Internazionale Hartsfield–Jackson di Atlanta, l’Aeroporto Internazionale Louis Armstrong a New Orleans, l’Aeroporto Intercontinentale George Bush di Houston e l’Aeroporto William P. Hobby di Houston.
«Per i canadesi, le regole non sono realmente cambiate. I funzionari di frontiera hanno ancora poteri molto ampi. Credo che ciò che sta cogliendo un po’ di sorpresa i canadesi non siano le nuove regole, ma la visibilità dell’applicazione delle norme», ha dichiarato a Global News Mario Bellissimo dello studio legale “Bellissimo Law Group PC” con sede a Toronto.
Gli agenti federali sono normalmente presenti negli aeroporti internazionali, dove gli ufficiali della Customs and Border Protection controllano i viaggiatori in arrivo e gli agenti della Homeland Security Investigations si occupano di casi penali legati a contrabbando, traffico illecito e frodi. Ciò che è insolito in questo momento è la loro visibilità ai controlli di sicurezza della TSA.
Ma cosa potrebbe succedere? Secondo l’esperto Bellissimo, i canadesi devono tenere presente che, se vengono fermati negli Stati Uniti, «sono soggetti alle leggi degli Stati Uniti. Il Canada può fornire assistenza consolare ed aiutare le famiglie, ma non può annullare una decisione presa da una giurisdizione straniera, inclusi gli Stati Uniti», ha affermato. In generale, possono verificarsi problemi se si viene indirizzati ad un «controllo secondario», ha continuato Bellissimo. «Il primo agente raccoglierà informazioni iniziali e valuterà se sia necessario approfondire. In tal caso, si passa al controllo secondario. È lì che le verifiche diventano più approfondite…».
Gli agenti ICE possono avere «un ampio potere discrezionale, anche sui vostri dispositivi», ha aggiunto Bellissimo, sottolineando che possono chiedere di controllare il telefono, cosa che comunque anche altri funzionari di frontiera statunitensi fanno regolarmente. «Il vostro smartphone contiene probabilmente più informazioni di quante se ne troverebbero perquisendo tutta la vostra casa», ha detto Bellissimo, aggiungendo però che viaggiare con un telefono “usa e getta” potrebbe destare ancora più sospetti.
La cosa migliore da fare, secondo Bellissimo, è essere chiari sul motivo del viaggio negli Stati Uniti, sulla sua durata, ed avere pronta tutta la documentazione che possa giustificare lo scopo del viaggio. Se poi ci fossero problemi, «avete il diritto di assumere un avvocato», scrive l’American Civil Liberties Union (ACLU) nel suo sito www.aclu.org dove fornisce consigli a chi viene fermato dall’ICE (qui).
Dovete andare negli Usa? Auguri…
L’immagine in alto è tratta dal sito dell’ICE, al link https://www.ice.gov/ero
More Articles by the Same Author:
- L’AG denuncia: “L’IRCC ha dato la residenza permanente a chi ha prodotto documenti falsi”
- ‘Ti rivedo nei tuoi occhi’: quando è lo sguardo a custodire i ricordi che l’Alzheimer vorrebbe rubare
- Tagli massicci nei ministeri e nelle agenzie: via 12mila posti a tempo pieno
- Guerra in Iran, canadesi neutrali: il sondaggio di “Leger”
- “Portati da bere”: presto in Ontario via libera agli alcolici in eventi pubblici anche all’aperto

