Poilievre: “Collaboriamo sui temi chiave”
TORONTO – Il Partito conservatore è pronto a collaborare con il governo sui temi chiave. A ribadirlo è stato il leader tory Pierre Poilievre in un messaggio postato su X nel quale viene ribadita la volontà di cooperazione sul fronte dei provvedimenti anti tariffe e su quello della sicurezza. Sul punto il capo dell’opposizione ha chiesto un incontro uregnte con il primo ministro Mark Carney, con l’obiettivo di fissare una volta per tutte i provvedimenti legislativi verso i quali i conservatori sono pronti a concedere il loro via libera a Parliament Hill per velocizzarne l’approvazione.
Un esempio di quanto detto è la decisione del leader del Partito Conservatore di votare a favore dei nuovi accrediti d’imposta annunciati dal governo federale sulla GST. Lunedì i parlamentari tory si sono uniti con quelli della maggioranza approvando in seconda lettura il provvedimento. Niente blocchi quindi, niente ostruzionismo parlamentare ma via libera a un canale preferenziale per quelle misure ritenute importanti per i canadesi.
Per ora Carney non ha indicato alcuna data per l’incontro faccia a faccia con il leader dell’opposizione, anche se l’ufficio del primo ministro avrebbe confermato che il meeting avrà luogo questa settimana.
Resta da capire se il nuovo approccio di Poilievre rappresenti una virata netta rispetto all’opposizione dura senza se e senza ma della prima parte di questa legislatura – sulla falsariga di quanto fatto verso il precedente governo guidato da Justin Trudeau – oppure se questo cambiamento strategico avrà vita breve. Da sottolineare come il cambiamento dei toni sia avvenuto proprio nello stesso giorno in cui gli ex primi ministro Jean Chretien e Stephen Harper hanno lanciato un appello all’unità nazionale di fronte alla minaccia rappresentata dalle politiche aggressive dell’inquilino della Casa Bianca Donald Trump.
Già a fine gennaio Poilievre aveva inviato una lettera la primo ministro complimentandosi per l’intervento di Carney al Forum mondiale dell’economia a Davos ma dove, allo stesso tempo, spronava il leader liberale a tradurre in fatti quanto detto in Svizzera. Una lettera aperta, quella del leader conservatore, che non aveva ricevuto alcuna risposta dal primo ministro.
D’altro canto Poilievre, incassato il via libera del suo partito alla Convention dello scorso weekend dove in sostanza ha guadagnato la fiducia della base tory, deve ora fare i conti con due problemi che continuano ad emergere nei sondaggi.
Il primo è la percezione dell’elettorato canadese riguardo i maggiori problemi che sta attraversando il Canada in questo momento: la minaccia della guerra commerciale con gli Stati Uniti continua ad essere la principale preoccupazione dei canadesi.
Il secondo è quella del gap che continua ad esserci nelle intenzioni di voto e nella fiducia nei suoi confronti: secondo la Nanos, ad esempio, se da un lato i liberali e i conservatori in questo momento sono divisi solamente da 4 punti percentuale, alla domanda sul livello di fiducia verso i leader di partito la forbice che divide Carney e Poilievre è ancora molto ampia, con l’ex governatore di Bank of Canada che gode di un vantaggio del 29 per cento rispetto al leader conservatore.
Da questo dato potrebbe quindi emergere un approccio diverso alla House of Commons, con l’avvio di un atteggiamento più propositivo e collaborativo con la maggioranza libera e con il governo guidato da Carney.
In alto, da sinistra: Pierre Poilievre e Mark Carney

