Poilievre pronto a dare battaglia Carney in mezzo a due fuochi
TORONTO – Si apre una nuova settimana di fuoco a Parliament Hill. Pierre Poilievre, incassato il via libera del partito alla Convention di Calgary, vede enormemente rafforzata la sua posizione e promette battaglia alla House of Commons. I delegati al congresso conservatore non solo hanno confermato la sua leadership, con un corposo 87,4 per cento, ma hanno pure sottoscritto in toto la linea del segretario tory: opposizione dura, senza se e senza ma all’agenda di governo, considerata un’appendice di quella portata avanti per un decennio dall’ormai primo ministro Justin Trudeau. E lo stesso Poilievre ha continuato a sottolineare come i cambiamenti di questi mesi siano semplicemente cosmetici, una operazione di maquillage politico che nella sostanza non ha cambiato di una virgola gli obiettivi e la strategia dell’esecutivo grit.
I fatti – è questo il ragionamento del leader dell’opposizione – ci dicono che il costo della vita continua ad essere a livelli insostenibili, che la minaccia dei dazi voluti da Donald Trump non è stata disinnescata dal primo ministro, nonostante le promesse della scorsa primavera. Oltre a questo, il governo non ha raggiunto risultati apprezzabili sul fronte della sicurezza, sulla riforma della giustizia. E in più si è aggiunto un fatto nuovo, quello del possibile sgretolamento dell’intera confederazione, con i rigurgiti secessionistici in Quebec e ora anche in Alberta.
Mark Carney, dal canto suo, deve fare i conti con una situazione non proprio invidiabile, stretto tra due fuochi tra i problemi che arrivano dal Sud del confine e con la minaccia di un – probabile – nuovo referendum in Quebec e di un – possibile – primo referendum in Alberta. E questo in una fase storica nella quale servirebbe una comunione di intenti tra il governo federale e tutti gli esecutivi provinciali, di fronte agli scossoni provocati dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti.
La via d’uscita, secondo l’ex governatore di Bank of Canada, sta nel ricucire gli strappi con le Province scontente – e il Memorandum d’intesa con la premier dell’Alberta Danielle Smith va proprio in questa direzione – e nel trovare nuovi sbocchi commerciali all’export canadese. In questa ottica va visto il prossimo viaggio in India già messo in calendario, alla luce di quanto fatto la scorsa settimana dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ah firmato uno storico accordo di libero scambio con il premier indiano Narendra Modi.
Senza dimenticare che all’orizzonte spuntano le nubi del rinnovo degli accordi del Cusma, un’operazione che si prospetta in salita. L’amministrazione americana ha fatto capire a più riprese che Washington sta valutando concretamente l’ipotesi di un’uscita unilaterale degli Usa dal Cusma: per il Canada – e per Carney – sarebbe una vera e propria catastrofe. Il futuro politico del primo ministro passa proprio da lì.
In alto: Pierre Poilievre e Mark Carney

