Toronto

4 giorni su 365 persi in coda: odissea nel traffico a Toronto

TORONTO – Lo scorso anno, gli automobilisti di Toronto hanno perso in media più di quattro giorni della loro vita nel traffico cittadino: è quanto emerge dall’ultimo Traffic Index di “TomTom”, che colloca la metropoli canadese al secondo posto tra le città più congestionate del Paese, alle spalle di Vancouver.

Secondo lo studio (qui) , nel 2025 i conducenti torontini hanno trascorso, per la precisione, quattro giorni e quattro ore, pari a circa 100 ore, fermi nel traffico durante le ore di punta, un dato in aumento di 3 ore e 50 minuti rispetto al 2024. Nonostante ciò, la situazione mostra un lieve miglioramento rispetto al 2023, quando Toronto era stata indicata come la città con il traffico peggiore del Nord America.

“Dobbiamo riconoscere che, rispetto ad altre grandi città, stiamo scendendo in classifica”, ha spiegato Matti Siemiatycki, direttore dell’Infrastructure Institute dell’Università di Toronto, in un’intervista a CTV. “Questo non significa che il problema sia risolto: perdere 100 ore all’anno negli spostamenti è un costo enorme, che incide pesantemente sulla qualità della vita e sull’economia”.

L’indice di “TomTom” analizza livelli di congestione, tempi di percorrenza e velocità medie, basandosi su dati raccolti in forma anonima nelle aree metropolitane e nei centri urbani di tutto il mondo. I risultati mostrano come il traffico, nelle ore di punta, sia particolarmente critico al rientro serale: a Toronto, percorrere 10 chilometri richiede in media 29 minuti al mattino, che salgono a 34 minuti la sera. Del resto, durante le ore di punta è praticamente impossibile circolare bene: la velocità media scende a 18,9 chilometri orari, mentre sulle autostrade si attesta sui 53,6 chilometri orari.

Toronto si colloca comunque al nono posto in Nord America, perdendo due posizioni rispetto al 2024 grazie a un lieve miglioramento locale e a un peggioramento della congestione in diverse città statunitensi e messicane. In cima alla classifica continentale resta Città del Messico, con un livello di congestione del 75,9 per cento, seguita da Guadalajara (Messico, 63,3%) e Los Angeles (Usa, 59,8%) Vancouver è appena fuori da questo “podio” negativo con il 56,5% e Toronto è nona con il 47,7% (in Italia, la città più congestionata è Palermo con il 51,3%, seguita da Milano col 49,4% e Catania col 47,1%) –  qui i rankings.

Secondo gli esperti, tra le principali cause figurano i numerosi cantieri stradali e l’aumento del numero di veicoli in circolazione. Curiosamente, nessuno indica però la massiccia presenza di piste ciclabili che in molti casi hanno ridotto la capacità delle strade, congestionando il traffico, almeno a detta di molti automobilisti torontini. Infine, incidono sul traffico di Toronto anche gli eventi meteorologici estremi, come le intense nevicate che hanno colpito anche in quedfti hiorin.

Un rapporto comunale evidenzia come i 5.600 chilometri di strade di Toronto non siano stati ampliati da decenni, mentre la crescita demografica e l’aumento delle immatricolazioni, pari al 26 per cento dal 2014, hanno aggravato la pressione sulla rete viaria. A ciò si aggiunge il ritorno massiccio al lavoro in presenza, che ha incrementato ulteriormente gli spostamenti quotidiani.

Per ridurre la congestione, gli esperti indicano nel potenziamento del trasporto pubblico un’alternativa fondamentale all’uso dell’auto privata: del resto, gli stessi dati di TomTom mostrano che quei 29 minuti al mattino e 34 di sera impiegati per percorrere 10 chilometri in macchina possono diventare rispettivamente 17 minuti e 20 minuti se si utilizza la metropolitana. La soluzione, insomma, è già lì: basterebbe crederci di più.

Dufferin Street all’incrocio con Orfus Road, l’altro ieri intorno alle ore 17.30: qui all’ora di punta il traffico scorre lento (foto: Marzio Pelù – Corriere Canadese)

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