Toronto

Troppa neve: disagi per i residenti, sos disabilità

TORONTO — La città sta cercando, con fatica, di buttarsi alle spalle la tempesta di neve record di domenica, che ha lasciato oltre 50 centimetri di accumulo su gran parte della città (record di sempre in un solo giorno) e con il “picco” di 61 centimetri in centro (uno dei valori più alti mai misurati). Strade e marciapiedi restano difficili da percorrere, mentre i residenti si arrangiano tra slitte improvvisate, ruote che slittano e percorsi ancora impraticabili a quasi due giorni dalla fine della bufera.

Il Comune ha dichiarato lo stato di emergenza per tempesta di neve, attivando il massimo livello di risposta invernale. Sono stati dispiegati oltre 600 spalaneve e 1.000 operatori per liberare le arterie principali, i marciapiedi e le vie di accesso agli ospedali. «Abbiamo effettuato più passaggi sulle strade principali e completato un giro completo su strade locali e marciapiedi: ora stiamo procedendo con il secondo giro», ha spiegato la sindaca di Toronto, Olivia Chow.

E mentre il Comune invita i residenti a segnalare tramite il numero 311 strade e marciapiedi ancora non puliti, è tempo di affrontare anche un altro problema: liberarsi dei cumuli di neve, alti diversi metri, che la pulizia delle strade ha generato e che hanno invaso corsie di parcheggio e “ristretto” strade residenziali. Le operazioni di rimozione, che prevedono il trasporto della neve in siti di stoccaggio, dovrebbero iniziare oggi, con temperature massime di -11 °C e percepite fino a -19 °C, quindi in condizioni non proprio facili.

La tempesta ha però evidenziato anche altre criticità, come quelle legate all’accessibilità per i diversamente abili. David Lepofsky, 68 anni, avvocato in pensione che difende i diritti dei disabili e non vedente, ha denunciato a The Canadian Press la difficoltà di muoversi su marciapiedi ghiacciati o coperti di neve: anche percorsi parzialmente sgomberati diventano ostacoli insormontabili. «Se spalano la neve in modo da creare montagne che ostacolano il nostro passaggio fino alla strada per prendere un ‘Uber’ o per qualsiasi altra cosa, è un grosso problema», ha detto Lepofsky. Di solito, sua moglie gli chiede di andare a prendere la spesa in un negozio vicino, ma in questi giorni deve dirle di no, «perché anche se il percorso è sgomberato in alcune parti, basta incontrare una montagna di neve ed è finita», ha aggiunto. «Nessuno vuole una frattura del femore… più avanti nella vita, poi, può essere fatale».

Orfus Road: lo stesso marciapiede, lato-Nord, direzione Est. Lo abbiamo fotografato il 26 gennaio (sopra) e il 27 gennaio (sotto): il primo giorno dopo la nevicata era totalmente impraticabile, il secondo giorno è stato parzialmente liberato, ma per una persona diversamente abile percorrerlo può essere comunque difficile (e pericoloso)

Rabia Khedr, direttrice nazionale di Disability Without Poverty e cieca, gli ha fatto eco aggiungendo che chi vive da solo è particolarmente vulnerabile se i caregiver non riescono a raggiungere le case dei loro assistiti. «Questo li rende molto esposti se dipendono dai caregiver per avere assistenza: i caregiver potrebbero non riuscire ad entrare nella loro strada o nei vialetti», ha detto. «Io sono cieca. Dipendo da ciò che sento, che percepisco e che tocco, ed un manto di neve cambia completamente quello che vedo, soprattutto la quantità di neve accumulatasi l’altro ieri», ha aggiunto. «E quando percorsi e marciapiedi non sono sgomberati, diventa ancora più difficile capire dove muoversi».

Entrambi chiedono ai Comuni interventi mirati durante eventi estremi, per andare incontro alle persone con disabilità. Lepofsky ricorda che una gestione attenta della neve riguarda tutti, non solo i disabili, perché con l’età chiunque può dover fare i conti con problemi di mobilità: E conclude: «Non affrontando questa problematica, i governi danneggiano la maggioranza delle persone».

Qui sotto, una fotogallery di immagini scattate dopo la nevicata (fotoservizio di Marzio Pelù – Corriere Canadese)

 

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