Canada

Sì all’accordo con la Cina, fuoco incrociato su Carney

TORONTO – Fuoco incrociato su Mark Carney dopo la firma dell’accordo con la Cina che pone fine alla guerra commerciale. Se da un lato il primo ministro difende con forza l’azione di governo che ha portato al via libera del patto con Pechino sul taglio dei dazi doganali, dall’altro il premier dell’Ontario Doug Ford ha attaccato duramente il leader liberale, sottolineando come quanto firmato in Cina rappresenti un duro colpo per il settore automobilistico della provincia. Ma per inquadrare meglio la situazione occorre fare un passo indietro.

Carney, durante il suo ultimo giorno della visita ufficiale in Cina, ha siglato un accordo con il presidente Xi Jiping che sancisce l’inizio di un percorso per la normalizzazione dei rapporti commerciali con Pechino. Stando al piano, il Canada permetterà l’ingresso di 49mila veicoli elettrici cinesi nel mercato canadese all’anno con dazi doganali al 6,1 per cento, un’inezia rispetto alle tariffe del 100 per cento precedentemente in vigore. La Cina, dal canto suo, taglierà drasticamente i dazi a imposti lo scorso anno sulla colza e altri settori agricoli del Canada: si passerà al 15 per cento a partire dal prossimo marzo.

Doug Ford ha attaccato muso duro il nuovo accordo tra il Canada e la Cina sui veicoli elettrici, affermando che i produttori cinesi stanno guadagnando terreno nel mercato automobilistico del paese a scapito dei lavoratori del paese.

“Il governo federale – ha fatto sapere il leader del Progressive Conservative – sta invitando un’ondata di veicoli elettrici economici prodotti in Cina senza alcuna reale garanzia di investimenti pari o immediati nell’economia, nel settore automobilistico o nella catena di approvvigionamento canadese”, ha dichiarato Ford in una dichiarazione rilasciata poco dopo la diffusione della notizia dell’accordo.

“Peggio ancora, abbassando i dazi sui veicoli elettrici cinesi, questo accordo sbilanciato rischia di chiudere la porta alle case automobilistiche canadesi verso il mercato americano, la nostra principale destinazione di esportazione, il che danneggerebbe la nostra economia e porterebbe alla perdita di posti di lavoro.”

Una tesi questa che è stata respinta dallo stesso primo ministro. Anche ieri Carney, parlando da Doha, ha affermato che l’accordo sui veicoli elettrici con la Cina rappresenta una “opportunità” per l’Ontario e per gli operai dell’auto.

Anche perché tra le varie strategie al vaglio dell’esecutivo c’è anche quella dello stimolo degli investimenti cinesi qui in Canada. Insieme a questo si registra l’interesse per aziende cinesi che producono veicoli elettrici “accessibili” in Canada.

Carney ha sottolineato come lui e il suo team abbiano avuto conversazioni dirette con case automobilistiche cinesi interessate alla produzione canadese, ma non hanno nominato nessuna azienda. Per il primo ministro qualsiasi produzione automobilistica cinese in Canada dovrebbe rispettare gli standard del lavoro del nostro paese.

Rispetto alle critiche di Ford, si registra il parere diametralmente opposto di Scott Moe, premier del Saskatchewan.

“Questo è molto significativo – ha dichiarato – Permetterà letteralmente miliardi di dollari di prodotti agricoli di ogni tipo, che siano colza, legumi, frutti di mare, di rifluire, cosa che non stava accadendo in alcun modo verso il nostro secondo partner commerciale al mondo. Quindi questo è un affare di enorme importanza non solo per l’industria agricola canadese, ma per l’economia canadese in generale. Quindi siamo di fronte a un accordo molto significativo ottenuto dall’impegno del nostro governo federale, dalla collaborazione con l’industria, e penso che sia un accordo significativo per le opportunità che ora abbiamo per andare avanti con ulteriori esportazioni verso la Cina. Quindi una buona giornata per i canadesi”.

In alto, il primo ministro Mark Carney e il presidente cinese Xi Jiping (foto: X – Carney)

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