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Carney a Pechino, sui dazi “prime impressioni positive”

TORONTO – Il dialogo sui dazi è ben avviato e le prime impressioni sono positive. A confermarlo è stato ieri Mark Carney, ribadendo quanto detto in mattinata dal ministro degli Esteri Anita Anand, nel corso della prima giornata della sua visita ufficiale in Cina. Il primo ministro è stato impegnato tutto il giorno con appuntamenti e meeting ad alto livello. Il leader liberale si è incontrato con il presidente del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo, Zhao Leji. Poi, dopo la cerimonia organizzata al Palazzo dell’Assemblea Nazionale dei Rappresentanti del Popolo, Carney ha avuto modo di incontrarsi con il premier cinese Li Qiang.

Per oggi, invece, è previsto il vertice più importante, con il presidente Xi Jiping. È stato quindi rispettato il protocollo tipico della Cina, che prevede incontri a scalare andando verso l’alto per ordine d’importanza. Il primo ministro durante i meeting di ieri ha ribadito con forza la volontà di Ottawa di mettere da parte le incomprensioni del passato, resettare i rapporti e rilanciare in grande stile le relazioni commerciali dei due Paesi, dopo un decennio caratterizzato dal grande gelo con momenti di vera e propria crisi, specialmente durante la precedente amministrazione Trudeau.

Per farlo, ovviamente, i due Paesi devono mettere da parte le incomprensioni reciproche e porre fine alla guerra commerciale scoppiata nella primavera del 2025 e tuttora in corso.

I nodi da sciogliere sono parecchi, a partire dai dazi reciproci che di fatto zavorrano i rapporti commerciali tra i due Paesi. Negli ultimi mesi, in particolare, Pechino ha chiesto a più riprese a Ottawa di togliere – o quanto meno tagliare – le tariffe doganali che pesano sui veicoli elettrici cinesi. I dazi vennero istituiti dall’ex primo ministro Justin Trudeau sulla scia della stessa decisione presa dall’allora presidente americano Joe Biden.

La richiesta cinese per ora è sempre stata rispedita al mittente, anche per via della difesa a spada tratta dei dazi da parte del premier dell’Ontario Doug Ford, che ritiene le tariffe in questione come una barriera a difesa dell’intero comparto automobilistico e della componentistica auto della provincia. Ma forse – secondo alcuni analisti – i tempi sono maturi per un raffreddamento dalle tensioni. Anche perché l’altro lato della medaglia è costituito dai dazi doganali ritorsivi imposti da Pechino in risposta a quelli canadesi. Dazi che hanno colpito duramente il settore agricolo canadese, in particolare quello della colza – canola – del quale la Cina è il principale importatore al mondo. Insomma, il principio romano del do ut des potrebbe avere la meglio ancora una volta, visto che il viaggio a Pechino è stato organizzato proprio con l’obiettivo di tornare alla normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi. E per capire l’importanza della presenza di Carney a Pechino, basta pensare che per trovare l’ultima visita di un primo ministro canadese in Cina bisogna andare indietro al lontano 2017.

Per capire meglio che tipo di direzione prenderà il negoziato bisogna aspettare l’incontro di Carney con Xi Jiping. Nel frattempo la Anand sempre ieri ha confermato come il governo voglia in qualche modo deporre l’ascia di guerra. “Il dialogo con la Cina è stato ed è tuttora produttivo – ha detto il ministro – e il governo continuerà ad avere queste difficili conversazioni con Pechino, anche sul fronte dei diritti umani”.

In alto, il primo ministro Mark Carney (foto: X – Carney)

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