Carney a Pechino, pressing sul taglio dei dazi reciproci
TORONTO – Sotterrare le asce di guerra e porre fine una volta per tutte alla guerra commerciale. È questo l’obiettivo, chiaramente non dichiarato, di Mark Carney che inizia oggi la visita ufficiale in Cina, dopo l’arrivo a Pechino nella serata di ieri.
Il primo ministro, ovviamente, nei giorni scorsi ha messo le mani avanti e ha confermato come il governo canadese in questo viaggio vedesse la possibilità di rilanciare le relazione economiche e commerciali tra i due Paesi dopo un decennio caratterizzato dal grande gelo.
Ma il leader liberale non si è spinto oltre, consapevole che l’eliminazione dei dazi reciproci rimane un obiettivo molto – forse troppo – ambizioso nell’immediato futuro.
Insomma, è questo il ragionamento nell’entourage di Carney, serve fare un passo alla volta, tenendo conto che dall’altra parte ci si deve confrontare con la seconda economia mondiale, la terza se si considerano i 27 Stati dell’Unione europea come un’entità economica unica. Da questo punto di vista gli analisti e gli esperti di settore non hanno espresso una valutazione univoca. Negli ultimi giorni numerosi autorevoli economisti hanno bollato come “semplicemente irrealizzabile” l’ipotesi di eliminazione tout court delle tariffe e dei dazi ritorsivi attivati negli ultimi 12 mesi.
Ma come dicevano si tratta di una valutazione che non trova un consenso generalizzato. C’è infatti chi legge la situazione con un maggiore ottimismo. Secondo Bloomberg – fonte autorevolissima – gli sherpa governativi cinesi alla vigilia dell’incontro avrebbero presentato una bozza d’accordo che prevede un allentamento della stretta cinese sui prodotti agricoli canadesi (a partire dalla colza) in cambio di un calo proporzionale dei dazi canadesi sui veicoli elettrici cinesi. Il governo canadese sarebbe intenzionato a ragionare sulla proposta, che di fatto va a toccare i fronti principali della guerra commerciale che divide Ottawa a Pechino.
Carney deve tenere conto di vari fattori. Il primo è che il settore automobilistico e della componentistica auto dell’Ontario difende con forza la necessità di mantenere le tariffe verso i prodotti cinesi, e il premier Doug Ford alla vigilia della visita ha ribadito la necessità di non assecondare le richieste di Pechino. Ma allo stesso tempo il primo ministro deve fare i conti con la necessità di aumentare il commercio verso l’Asia – e la Cina soprattutto – a causa della guerra commerciale con gli Stati Uniti. Inoltre numerosi sotto settori del comparto agricolo canadese stanno subendo gli effetti catastrofici dei dazi cinesi. Carney a Pechino incontrerà il presidente cinese Xi Jiping e il premier Li Qiang.

