Venezuela – La banalità della verità: il vero obiettivo è il petrolio
TORONTO – Al netto di come la si voglia giudicare da un punto di vista politico o del diritto internazionale, ci sono due elementi positivi nella blitz americano che ha portato alla cattura di Nicola Maduro.
Il primo è che siamo di fronte a una “operazione chirurgica” che ha evitato quei bagni di sangue tipici degli interventi americani nel mondo, dalla bassa macelleria irachena al tritacarne afghano, passando per le mattanze sudamericane del secolo scorso in quello che gli Usa hanno sempre considerato il loro “cortile di casa”, per dirla alla Naom Chmosky. Una quarantina di morti sono davvero nulla rispetto a quanto visto in passato.
Il secondo elemento positivo è quello della verità nuda e cruda, banalmente riconosciuta dallo stesso Donald Trump nelle ore successive alla cattura dell’ormai ex presidente venezuelano: l’inquilino della Casa Bianca ha candidamente ammesso che l’obiettivo di questo blitz è stato quello di “riprendere il controllo del petrolio venezuelano e sfruttarlo”. Amen.
Non servono analisi particolarmente dettagliate per capire che il tycoon americano, nella sua grossolana e rozza semplicità, abbia detto il vero. Il petrolio venezuelano è uno dei tesori energetici più vasti del pianeta, secondo le ultime stime: oltre 300 miliardi di barili, che significa il 17-18% delle riserve mondiali. Un valore strategico che ha motivato, più di ogni altra cosa, l’intensificarsi delle tensioni con gli Stati Uniti e gli annunci dell’amministrazione Trump di voler prendere il controllo delle risorse del Paese sudamericano. Il Venezuela detiene le più grandi riserve di petrolio del mondo – si legge nei rapporti – “concentrate soprattutto nella Cintura dell’Orinoco. Qui ci sono le maggiori riserve mondiali di greggio extra-pesante, che richiede costi superiori al normale soprattutto per la raffinazione”.
Ora però resta da capire cosa accadrà nei prossimi giorni. Perché la cattura di Maduro non comporta il collasso immediato del regime. La vice presidente Delcy Rodriguez è già stata riconosciuta dall’esercito e della Corte Suprema e la classe dirigente già al potere con Hugo Chavez sembra essere saldamente al comando del Paese.
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