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Il graffio di Mitt contro la farsa

Il graffio di Mitt contro la farsa

Il graffio di Mitt contro la farsa

TORONTO – Un gesto poco più che simbolico, capace però di ridare dignità a un procedimento farsa il cui esito era già stato stabilito in partenza.

Il voto a favore della condanna di Donald Trump da parte di Mitt Romney per l’accusa di abuso di potere rappresenta l’unico dato degno di nota di questa procedura di impeachment del presidente americano.

Tutti gli altri senatori, democratici e repubblicani, hanno votato seguendo le indicazioni – o meglio il diktat – del proprio partito, il tutto a discapito della verità e della necessità di capire se e fino a che punto l’inquilino della Casa Bianca avesse o meno violato la legge.

I repubblicani hanno voluto imbavagliare il processo, impedendo la presentazione delle prove e di tutta la documentazione a carico del presidente così come negando la possibilità di ascoltare testimoni.

“Il presidente ha chiesto l’intervento di un governo straniero per indagare un avversario politico – ha detto Romney – ha trattenuto dei fondi militari per costringerlo a farlo, verso un alleato in guerra contro gli invasori russi. L’obiettivo del presidente era personale e politico. Quindi il presidente è colpevole di abuso di potere”.

Preciso, lineare, Romney ha descritto quanto era ed è sotto gli occhi del mondo. E sicuramente la pagherà in termini elettorali.

La storia giudicherà i 52 senatori repubblicani che hanno votato contro l’evidenza solo per difendere interessi di bottega. E siamo sicuri che i giudici futuri difficilmente saranno clementi.