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TDSB, al via dell’anno scolastico 296 posti di lavoro persi

TDSB, al via dell’anno scolastico 296 posti di lavoro persi

TORONTO – La scure del governo Ford si è già abbattuta sui provveditorati scolastici ed ora i tagli stanno per tradursi in realtà.

Una realtà amara quella che con l’inizio del nuovo anno scolastico martedì prossimo vedrà il Toronto District School Board eliminare almeno 296 posti di lavoro. Messo con le spalle al muro il più grande provveditorato scolastico di Toronto ha preso la decisione di eliminare quasi 300 dipendenti.

Sono tagli, questi, raggiunti attraverso licenziamenti o per pensionamento in varie aree: presidi, custodi, istruttori di atletica leggera, istruttori di lettura, logopedisti, assistenti sociali, consulenti di orientamento, membri dello sta. di psicologia e bibliotecari.

“Un budget più leggero significa un team più piccolo, un numero minore di coordinatori e riduzioni nel personale dei servizi accademici, aziendali, operativi e di supporto professionale”, si legge in un documento del TDSB.

Tutto sommato, operando queste modifiche quest’anno per il board il risparmio sarà di 46,8 milioni di dollari su un budget di circa 3,2 miliardi di dollari.

In precedenza il provveditorato ha annunciato che alcuni posti dovevano essere eliminati ma questo diffuso ieri è l’ultimo calcolo aggiornato alla luce del budget più recente e anche della consultazione con il Ministero della Pubblica Istruzione.

Secondo il critico all’Istruzione dell’Ndp Marit Stiles il rapporto è “la conferma che, oltre agli insegnanti, stiamo perdendo molti altri lavoratori nel nostro sistema scolastico”.

«Il promemoria non comprende nemmeno la totalità dei posti che saranno eliminati», ha detto Stiles.

All’inizio di quest’anno, il precedente ministro dell’istruzione Lisa Thompson aveva annunciato che il numero di studenti nelle classi che vanno dal grado 4 all’8 sarebbe aumentato da 23 a 24 studenti, mentre le classi dal grado 9 al 12 avrebbero visto un incremento maggiore, da 22 a 28 ragazzi.

Il Ministero ha affermato che questo cambiamento avrebbe comportato la perdita di 3.475 insegnanti, ma sarebbe stato raggiunto attraverso pensionamenti e non operando dei licenziamenti. Una dichiarazione, questa, ampiamente contestata dall’Ndp, dai liberali e dai principali sindacati degli insegnanti. Anche la rimozione dei custodi dalle scuole, secondo Stiles, comporterà dei problemi agli studenti.

«I genitori sanno bene quanto sia importante un custode nella scuola: è la differenza tra una scuola che è pulita e che funziona bene e una che non lo è – ha detto la deputata ndippina – questo è solo il primo anno. L’anno prossimo, a meno che il governo non inverta la rotta, vedremo un altro giro di tagli e una situazione peggiore di quella attuale».

Non è stata la classica tegola tra capo e collo la perdita di questi posti lavoro ma inaspettata – almeno per la tempistica – è stata invece la decisione del governo provinciale di sottoporre, a partire dalla fine dell’anno accademico che sta per iniziare, i nuovi insegnanti a un esame di matematica nel quale dovranno ottenere almeno il 70%. La notizia sembra voler gettare fumo negli occhi dei cittadini e distogliere l’attenzione dal taglio dei posti di lavoro.

Il test, in base a una nota del viceministro dell’istruzione Nancy Naylor ottenuta dalla Canadian Press, includerà sia domande di matematica basate su concetti di scuola elementare e secondaria, sia domande di valutazione matematica che avranno lo scopo di pianificare e facilitare l’apprendimento degli studenti. Ma i sindacati degli insegnanti mettono in dubbio il valore di dare a tutti gli insegnanti lo stesso test.

«Aspettarsi che una insegnante di scuola materna abbia una solida conoscenza del calcolo non ha senso – ha dichiarato Sam Hammond, presidente dell’Elementary Teachers’’Federation of Ontario – il test proposto agli insegnanti non miglioreranno i risultati conseguiti in matematica. I test non aumentano la fiducia, la competenza o l’abilità».

Licenziamenti e test di matematica sono la conseguenza dei tagli di Ford, ma cosa succederà all’International Languages Program nelle scuole del Toronto Catholic District School Board (TCDSB)? Cosa ne sarà dei corsi di italiano? Al momento è un mistero.

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