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Scuole, per il modello “ibrido” servirebbero 250 milioni subito

Scuole, per il modello “ibrido” servirebbero 250 milioni subito

Scuole, per il modello “ibrido” servirebbero 250 milioni subito

TORONTO – Modello “ibrido” per il rientro a scuola? No problem: basta che il governo tiri fuori, subito, 250 milioni di dollari. È quanto afferma il Toronto District School Board in un nuovo documento di pianificazione nel quale si evidenzia che se si dividessero tutti gli studenti elementari in gruppi di 15, con 1 insegnante durante il giorno, ciò richiederebbe l’assunzione di circa 2.500 insegnanti aggiuntivi ad un costo di 249 milioni di dollari.

L’alternativa? Abbreviare i giorni di scuola, terminando la giornata con 48 minuti di anticipo ed eliminando l’insegnamento del Francese: il costo aggiuntivo, in questo modo, scenderebbe a “soli” $ 99 milioni che sarebbero comunque necessari per garantire la presenza di un numero di insegnanti sufficiente a far funzionare il modello “ibrido”.

Com’è noto, per il rientro a scuola il governo provinciale dell’Ontario aveva chiesto di esaminare tre scenari: in classe con rigide norme igieniche, tutti on line oppure un mix dei due (il modello “ibrido”, appunto). Il ministro dell’Educazione, Stephen Lecce, ha da subito sostenuto la terza ipotesi, con classi di 15 studenti e 1 insegnante ed il resto della classe a casa in apprendimento remoto, per metà settimana, e viceversa per l’altra metà (con un giorno di “stop” in mezzo alla settimana per sanificare le strutture). Ma secondo il TDSB questo modello costringerebbe i genitori a scegliere tra educare i propri figli e continuare a lavorare. Oltre ad avere, appunto, gli altissimi costi indicati.

Il TDSB ricorda che tutto lo spazio inutilizzato nelle sue scuole sarebbe sufficiente per accogliere tutti gli studenti in questo particolare contesto. E fa presente di essere comunque alla ricerca di spazi extra per ospitare le classi più piccole, lavorando anche con il sindaco John Tory e la città per trovare ulteriori spazi pubblici disponibili.

La Provincia avrebbe comunque già fatto dietrofront. La scorsa settimana, Lecce ha detto che preferirebbe che gli studenti fossero in classe per cinque giorni alla settimana.

E due giorni fa Ford ha dichiarato ufficialmente che «la Provincia vuole che i bambini tornino a scuola a tempo pieno, se possibile».

«Ho parlato con così tanti genitori, ho parlato con gli amministratori della scuola e il 90% di loro ha la stessa idea che ho io», ha detto il premier dell’Ontario, aggiungendo: «Voglio i bambini a scuola cinque giorni alla settimana. Non abbiamo bisogno di chiudere la scuola un mercoledì per pulire, quello che dovrebbero fare è pulire la notte in modo da avere i bambini in classe cinque giorni alla settimana. Quindi è quello che sto davvero sostenendo e mi siederò a parlare con il ministro della Pubblica Istruzione, mettendo al primo posto la sicurezza degli studenti».

E proprio quello della sicurezza degli studenti è un altro problema: questione di soldi, anche in questo caso. Solo l’acquisto di DPI e altri costi associati al coronavirus, a condizione che tutte le scuole funzionino esattamente come prima dell’inizio della pandemia, costerà infatti al TDSB quasi $ 22 milioni per i primi quattro mesi dell’anno scolastico. Ma il Ministero della Pubblica Istruzione non ha fornito finanziamenti sufficienti per coprire anche questo deficit. Le mascherine saranno però necessarie, secondo il TDSB, «quando il distanziamento fisico non è possibile».

Tornando al modello del rientro, nel rapporto del Provveditorato si evidenzia che anche se tutti gli studenti elementari tornano in classe, sono necessarie classi di 15 per limitare il numero di contatti e la scuola finirà 48 minuti prima del normale, quindi ci sarà comunque bisogno di quasi 1.000 insegnanti aggiuntivi. E se i bambini dovessero tornare a tempo pieno e le classi più piccole fossero comprese tra 15 per gli studenti delle elementari e 20 per quelli tra i gradi 4 e 8, il Provveditorato avrebbe bisogno di ulteriori 200 insegnanti. Per quanto riguarda i licei, il TDSB auspica l’istituzione di “quadmesters”, con due corsi alla volta: gli studenti potranno scegliere due settimane prima dell’inizio di ogni “quadmester” se frequentare di persona oppure on line.

Il TDSB condividerà il suo modello finale con il Ministero della Pubblica Istruzione il 4 agosto.

Questa sera invece sarà il provveditorato cattolico (TCDSB) a riunirsi per discutere i tre piani presentati dal ministro Stephen Lecce.