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«Proteggono il buon nome della scuola»

«Proteggono il buon nome della scuola»

TORONTO – Mentre le indagini proseguono ed un gruppo di genitori e di ex studenti della St. Michael College School chiede a gran voce le dimissioni del preside Greg Reeves e del presidente padre Jefferson Thompson, il direttivo della scuola si schiera dalla loro parte.

Con un comunicato diramato dalla scuola, Michael Forsayeth, chair del board of directors, ha ribadito la piena fi ducia ai due dirigenti.

Forsayet ha affermato che i direttori sono rattristati dai fatti recenti ma sono anche uniti nell’assicurare il pieno sostegno sia a Reeves che a Thompson.

I video, sei per la precisione, che sono oggetto di investigazione da parte della polizia di Toronto, hanno fatto puntare i rifl ettori sulla St. Michael College School, prestigiosa scuola privata diretta dai Padri dell’Ordine Basiliano.

“Le accuse di aggressione sono offensive per tutto ciò che rappresentiamo e per i valori che ci sforziamo di instillare nei nostri studenti”, ha affermato Forsayeth.

Le accuse delle quali devono rispondere finora sei studenti, tutti tra i 14 e i 15 anni di età, arrestati lunedì scorso non sono di lieve entità: aggressione, violenza sessuale e violenza con un’arma.

La scuola, dal canto suo, ha espulso otto ragazzi e ne ha sospeso uno ma le critiche sono piovute addosso a Reeves a bizze¡ e per non aver segnalato alla polizia per quasi 48 ore il video della presunta violenza sessuale di gruppo con un manico di scopa avvenuta in uno spogliatoio.

La polizia ha detto che la scuola avrebbe dovuto immediatamente riportare l’accaduto. Una denuncia che Reeves dice di non aver fatto celermente perchè la vittima non aveva ancora raccontato alla sua famiglia quanto gli era accaduto.

«Come Board siamo uniti nel dare il nostro sostegno alla leadership della scuola. Sia il presidente padre Je¡ erson Thompson che il preside Greg Reeves sono stati assunti proprio per la loro dedizione e premura verso gli studenti durante tutta la loro carriera. Questo rimane l’obiettivo principale e loro continuano ad avere il pieno appoggio del Board sul modo con cui viene gestita questa situazione – si legge nel comunicato della scuola – sono entrambi uomini di altissima integrità e seguitano ad avere la nostra fi ducia per il futuro».

Ma mentre Forsayet dice di credere che “padre Thompson e il signor Reeves godano di un grandissimo sostegno da parte dei genitori” non sono mancate dichiarazioni al vetriolo da parte di quest’ultimi.

“Questa amministrazione è troppo arrogante per accettare qualsiasi responsabilità per quanto è successo. Il preside ha aspettato 48 ore per informare la polizia di ciò che sapeva? Poteva denunciare l’accaduto alla polizia e chiedere aiuto per parlarne con la vittima e i suoi genitori. Stanno proteggendo il nome della scuola oltre al business che genera” ha detto con il dente avvelenato un genitore che ha chiesto di non essere identificato al Toronto Sun.

«La scuola non sta offrendo agli studenti nessun aiuto dal punto di vista emotivo e psicologico in questo periodo difficile. I ragazzi stanno soffrendo di ansia e depressione, alcuni addirittura non frequentano più le lezioni», ha aggiunto un altro genitore.

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