CorrCan Media Group

Parcheggi a pagamento, è già scontro

Parcheggi a pagamento, è già scontro

TORONTO – Non sempre le sorprese inaspettate sono le più belle. Quella giunta martedì scorso senza preavviso agli insegnanti del Toronto Catholic District School Board (TCDSB) ha avuto l’effetto di scatenare la loro ira.

La decisione del provveditorato cattolico di Toronto di far pagare il parcheggio agli insegnanti elementari e superiori è stata giudicata “ridicola”. “Ci riporta indietro nel tempo cancellando conquiste ottenute negli anni”, ha sentenziato il Toronto Catholic Teachers (TECT), sindacato che rappresenta gli oltre 4mila docenti del board.

Gli insegnanti, infatti, non ne vogliono sapere di dover pagare 10 dollari – questa è l’imposta giornaliera – per parcheggiare la propria auto nei 7mila posti auto che si trovano nelle proprietà del provveditorato cattolico di Toronto. “Far pareggiare il bilancio a spese nostre non è accettabile”, hanno tuonato appena hanno appreso la notizia.

Il TCDSB difende la sua scelta – che dice – si è resa necessaria a causa dei tagli del governo Ford che hanno causato un deficit di 32.8 milioni di dollari che si va ad aggiungere a quello strutturale annuale di 25.7 milioni.

Far pagare agli insegnanti e agli amministratori 10 dollari al giorno significa che in un anno la loro busta paga sarà più leggera di 1.900 dollari. E che però, considerata l’entrata che questa manovra genererà, il TCDSB ha già detto garantirà che programmi importanti per gli studenti, che altrimenti saranno cancellati.

Nonostante la “batosta” sia giunta ai docenti tra capo e collo, va ricordato che un tentativo in tal senso c’era già stato nel 2015. La storia, insomma, si ripete. Al tempo il provveditorato affermava di dover trovare 4.6 milioni di dollari per chiudere un buco nel bilancio del 2015-16 di 34.3 milioni di dollari. Ed anche allora gli insegnanti avevano alzato la voce contro la tariffa di 5 dollari per parcheggiare: «Non bisognerebbe chiedere al corpo docente e agli amministratori (rank-and-file staff) di farsi carico delle conseguenze di un deficit di bilancio che non hanno creato», aveva detto l’allora chair del Toronto Elementary Catholic Teachers (TECT) Mario Bernardo.

La proposta che al tempo venne accantonata, torna alla ribalta adesso con maggior forza: l’approvazione potrebbe arrivare nel corso del meeting del board di questa sera. Ma mentre gli stipendi dei docenti del TCDSB verranno con tutta probabilità tagliati, sarebbero in corso sforzi per garantire un pacchetto di benefici al direttore all’Istruzione Rory McGuckin che gode già di uno stipendio da sogno. Di certo decurtare gli stipendi di insegnanti e staff mentre al tempo stesso si intravedono all’orizzonte aumenti per la governance del board non aiuta di certo a rassenerare gli animi.

Quel che la presidente del Toronto Elementary Catholic Teachers (TECT) Patricia Minna-Wong suggerisce in una intervista concessa al Corriere, è che come minimo, il prelievo di denaro dagli stipendi degli insegnanti che si recano al lavoro in auto, sembra essere una violazione dell’accordo collettivo e del processo di contrattazione collettiva.

I nodi da sciogliere – tra i quali la data di entrata in vigore della procedura e se bisognerà avvalersi di personale esterno per assicurarsi che le tariffe vengano pagate – sono tanti. Di sicuro però c’è che nel caso in cui venga approvata, il Toronto Catholic District School Board sarà il primo provveditorato ad aver adottato questa policy.

I tagli ai fondi destinati all’Istruzione hanno aンondato il coltello nella piaga ma il metodo con cui il board cattolico di Toronto si appresta a far entrare nelle sue casse denaro non viene giudicato il migliore. «Al board serve denaro ma sono certa che ci saranno altri modi per raccogliere fondi», ha detto incredula la madre di una insegnante del board.

More in Toronto