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Nove piani a piedi, al novantenne manca la… gioventù

Nove piani a piedi, al novantenne manca la… gioventù

Nove piani a piedi, al novantenne manca la… gioventù

TORONTO – Si fa nove piani di scale per andare a fare la spesa. Di per sé non sarebbe una gran notizia. Però il personaggio in questione è nato nel 1930, tra poco compirà la bellezza di 90 anni.

Mario Angelucci, ex portiere della prima Italia del dopoguerra, accanito ciclista, vive da quasi 30 anni al nono piano di Casa del Zotto.

Prima della pestilenza Coronavirus usava l’ascensore, anche perché aveva con sé la bicicletta con la quale si sciroppava un bel po’ di chilometri nei giorni belli o di non di freddo polare.

Ora scende, e sale, a piedi, perché vuole mantenere le distanze, come tutti dicono di fare, preferendo evitare incontri sgraditi in ascensore.

«C’è un cartello sulla porta della scatola che va su e giù: non più di tre persone per volta», chiarisce Angelucci.

«Alla mia età come riesco a fare 18 piani di scale, a volte 36 se esco due volte? Sono di razza forte, razza Dalmata essendo nato a Zara, Italia, terra di uomini eccezionali che il destino ha sparso per il mondo con il marchio di esuli».

«Due volte la settimana vado di fronte, da Lady York, per fare la spesa. Fanno entrare prima noi, gli anziani. Io dovrei entrare per primo, ma non mi formalizzo e cerco di tenere le distanze dagli altri vecchietti, non si sa mai».

«Come vivo la vita di carcerato in casa propria? Facendo quello che facevo prima, tengo in ordine l’appartamento, lavo i panni e mi sfamo».

«Cosa mangio di solito? Io sono un amante della pasta, quindi spaghetti o rigatoni un paio di volte la settimana. Ma ci vado leggero, l’età consiglia a mangiare bene, ma poco, con raziocinio. Quindi tanta verdura, poca carne, parecchio pesce e tonno in scatola».

«Cosa mi manca di più in questo periodo di isolamento volontario? Cosa mi manca? Mi manca la gioventù che è andata via troppo presto», dice ridendo.

«Mi manca anche la famiglia, nipoti in primis. A mia figlia Manuela ho dato ordine di rispettare le mie ultime volontà. Se, non sia mai, cado vittima del virus e si crea a Toronto la situazione italiana dove cremano i corpi, io non voglio finire bruciato. Il mio “buco” l’ho comprato da anni e lì voglio andare a finire. E sulla tomba ci deve essere Mario Angelucci nato a Zara, Italia. Ripeto nato a Zara, Italia».

Mario Angelucci con la foto della Vespucci da lui visitata dopo 76 anni