CorrCan Media Group

McGuckin demolisce l’ILP program, mancano i soldi

McGuckin demolisce l’ILP program, mancano i soldi

TORONTO – Nonostante continuino ad arrivargli numerose email, il provveditore scolastico Rory McGuckin sembra determinato ad eliminare dai programmi didattici giornalieri di 44 scuole elementari sotto la giurisdizione del TCDSB, l’insegnamento di una terza lingua, per lo più tra quelle ereditate, come l’italiano, il filippino, il portoghese, il mandarino, l’ucraino, il cinese.
L’estate certamente non sarà piacevole per gli istruttori, gli studenti e i genitori di quei bambini che dal prossimo settembre vedranno rivoluzionato il sistema con non pochi problemi.
Proprio alla chiusura dell’anno appena trascorso, alcune famiglie hanno dovuto esprimere la propria preferenza se portare a scuola i bambini mezz’ora più tardi o prelevarli mezz’ora prima dell’orario attuale.
Cosa succederà per gli studenti che usufruiscono del servizio Scuolabus?
Tante le proteste anche attraverso l’uso dei social media.
E, in attesa della prossima riunione, quando si deciderà definitivamente per mantenere o escludere l’International Languages Program, è stata lanciata anche una petizione on line per raccogliere firme contro l’abolizione del programma, indirizzata al provveditore McGuckin e a tutto il personale dirigente maggiore, incluso i fiduciari scolastici del Provveditorato Cattolico di Toronto.
La petizione on line al link ha raggiunto fino a ieri 2.265 firme ed è ancora disponibile.
Il promotore, un certo Luciano Schipano, è stato istruttore proprio per la lingua italiana nel suddetto programma.
Egli conferma la validità dell’insegnamento di una terza lingua – per quanto ci riguarda, l’italiano – come veicolo prezioso di cultura.
Nella richiesta di firme a favore leggiamo anche che “Quando il Ministero per l’Istruzione Pubblica istituì il programma per le lingue del patrimonio culturale dell’Ontario nel luglio 1977, il TCDSB aveva già una notevole esperienza nel settore.
Già nel 1973, il Board, in collaborazione con diverse organizzazioni comunitarie, pilotava le classi di “Heritage Language” per circa 5.700 bambini di 14 scuole. Interessante un commento che viene aggiunto da Isaac Cross, un firmatario, che riporta un passaggio proprio dal sito web del TCDSB: “Le scuole che riescono a portare questioni legate alla diversità culturale e linguistica della periferia al centro della loro missione, sono molto più propense a preparare gli alunni a prosperare nella società globale interdipendente in cui vivranno.
Queste scuole comunicheranno agli alunni e alle comunità che il loro accesso a più di una cultura e lingua è una risorsa che arricchisce l’intera scuola”.
Il problema però non è sulla validità del programma, ma si basa soprattutto sull’aspetto finanziario.
La diatriba tra il Sindacato Cupe 3155 e il Provveditorato poggia sulla base che focalizza l’attenzione sui 300 minuti di lezione dei quali sono responsabili insegnanti riconosciuti dal College of Teachers.
Se durante questo tempo, ad insegnare una terza lingua fosse uno di loro, il problema non sorgerebbe.
Per le lingue internazionali vengono invece assunti degli istruttori, che non avendo le stesse qualifiche accademiche, non sono considerati allo stesso livello e quindi non possono essere retribuiti con lo stesso salario.
Gli insegnanti dovrebbero inoltre avere una mezz’ora di buco che non vogliono utilizzare come pausa senza retribuzione.
E allora, per McGuckin e il suo personale dirigente maggiore, la soluzione più facile e sbrigativa sta nell’abolire l’insegnamento della terza lingua ereditata.
Poco importa se ai risultati già scadenti sull’apprendimento di materie come l’inglese e la matematica, si aggiungerà anche l’impoverimento culturale del programma scolastico dei bambini.
Poco importa se le future generazioni che si troveranno a gestire un paese multiculturale come il Canada, sapranno sempre meno delle proprie origini e del patrimonio linguistico, storico, artistico che potrebbe arricchire la loro vita.
McGuckin avrà l’hobby della demolizione, visto che qualche mese fa sosteneva a spada tratta l’abbattimento del Columbus Centre, a favore della costruzione, sullo stesso sito, di una scuola che poteva benissimo essere costruita su terreni già in possesso del TCDSB, non lontani dall’area stessa.
E adesso diamo un bel colpo di piccone anche alla cultura.
Il 12 luglio prossimo, presso la sede del TCDSB, all’80 Sheppard Avenue East, si terrà la riunione durante la quale si prenderà la decisione definitiva e tutti sono chiamati a partecipare per esprimere il proprio parere.