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Mascherine, la patata bollente passa ai negozianti

Mascherine, la patata bollente passa ai negozianti

Mascherine, la patata bollente passa ai negozianti

TORONTO – “Ve la dovete cavare da soli” che in sostanza vuol dire “arrangiatevi”. È questo in sintesi il messaggio che le municipalità, che hanno reso obbligatorio l’uso delle mascherine “all’interno dei locali aperti al pubblico”, hanno inviato agli esercenti.

Martedì scorso Toronto e Ottawa si sono unite a Kingston rendendo obbligatoria la mascherina per coprire naso e bocca, punti di ingresso secondo i medici, del Covid-19. E da ieri anche Brampton dove il sindaco Patrick Brown ha lanciato – a partire da venerdì – la campagna per le “mascherine obbligatorie” con una bylaw provvisoria. «Come parte della campagna che rende imperativo l’uso delle mascherine, la città di Brampton – ha detto Brown – distribuirà un milione di mascherine per supportare la comunità».

Intanto a Toronto la bylaw stabilisce che i dipendenti devono seguire un training per sapere cosa fare nel caso in cui i clienti diventino “aggressivi”. «Ciò che i datori di lavoro dovrebbero fare, ovviamente, è seguire alla lettera la bylaw ma non sono state fornite istruzioni – ha affermato Nadia Zaman, avvocato del lavoro di Toronto – sembra essere compito dei datori di lavoro capire, in termini pratici, come gestire scenari specifici».

I soli a non dover rispettare l’obbligo di mascherina sono i bambini di età inferiore ai due anni e le persone con determinate condizioni di salute: non è richiesto alcun certificato medico per provare questa esenzione.

Secondo Michelle Flannery, responsabile delle comunicazioni aziendali del Toronto Police Services, un esercizio commerciale – ai sensi del Trespass to Property Act – può allontanare dal suo negozio una persona che rifiuta di indossare la mascherina e in situazioni in cui si senta in pericolo contattare la polizia digitando il 911. «Il negoziante potrebbe rifiutarsi di servire questa persona – ha dichiarato Cara Zwibel, avvocato della Canadian Civil Liberties Association – probabilmente potrebbe contattare le forze dell’ordine per denunciare la “violazione di proprietà privata”. Non ritengo sia giusto farlo ma la legge non lo vieta».

La patata bollente, in ogni caso, è ora nelle mani dei commercianti. Tocca a loro far osservare la bylaw e la cosa, in alcuni casi, può non essere così semplice. Il premier dell’Ontario Doug Ford ha affermato che la provincia non ha la capacità di imporre la bylaw sulle mascherine. Dello stesso avviso è il sindaco John Tory: la portavoce della City of Toronto Susan Pape ha dichiarato che “la preparazione dei negozi e dei manager” rimane un “obiettivo chiave” per far sì che la norma venga rispettata e che “l’intervento dei “bylaw officer” si rende necessario solo in situazioni estreme”.

La Zaman ha osservato che i datori di lavoro non hanno solo il compito di proteggere i diritti umani dei consumatori, ma anche di fornire ai propri dipendenti – che potrebbero essere chiamati a far rispettare le nuove regole – luoghi di lavoro sicuri. Inoltre secondo l’avvocato Zwibel i negozianti si troveranno in una situazione difficile anche quando un cliente afferma di non poter indossare la mascherina per motivi medici. «A nessuno può essere chiesto di dimostrare che può beneficiare di un’esenzione in quanto ciò potrebbe innescare un reclamo in materia di diritti umani. Se il cliente dice di essere dispensato dall’indossare la mascherina il negoziante non può fare niente. Può solo credergli sulla parola».