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“L’iscrizione nell’Heritage Register non è appellabile”

“L’iscrizione nell’Heritage Register non è appellabile”

TORONTO – “Una volta che il consiglio comunale include il Columbus Center nell’Heritage Register, qualsiasi domanda di sviluppo sulla proprietà deve mettere in conto nei suoi piani il valore del Columbus Centre. L’inserimento nella lista impedisce inoltre che l’edificio riceva un permesso di demolizione senza una ulteriore revisione “heritage”. L’iscrizione nell’Heritage Register non è appellabile”: le famose parole della Divina Commedia “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate” calzano a pennello alla situazione attuale.
Lo ha scritto il consigliere del Ward 15 Eglinton-Lawrence Josh Colle nella lettera di ringraziamento inviata alla comunità che ha lottato per il Columbus Centre. La decisione del Toronto Preservation Board di dare il via libera alla iscrizione del centro comunitario nell’Heritage Register della città può essere l’epilogo di questa controversa vicenda.
La comunità che per oltre un anno ha temuto che il Columbus Centre potesse venire ridotto a un cumulo di macerie ora si sente più tranquilla riguardo il suo futuro. In fondo la legge parla chiaro: nessuno può ricorrere contro la decisione una volta che i consiglieri di City Hall approveranno la decisione del Toronto Preservation Board. “I vostri sforzi instancabili e inestimabili hanno reso possibile questa vittoria, consentendo alle generazioni attuali e future di godere di questo storico centro comunitario per molti anni a venire” ha scritto ancora Colle che ha sostenuto fin dall’inizio la battaglia dei residenti della sua Circoscrizione.
Felice di questa vittoria di così grande portata per il centro comunitario italian-style è anche Ian D. MacDonald anche se punta, ancor più che in passato, il dito contro il board di Villa Charities Inc. che al pari dei membri della Columbus Athletic and Social Association (CASA) non reputa preparati per assolvere alla loro funzione di direttori. «Sono sorpreso che Di Caita sia ancora lì. Non è solo disprezzato dai membri del Columbus Centre, ma da molto del personale impiegato da Villa Charities. Mi è stato anche detto che molti direttori di Villa Charities lo detestano completamente. Credevo che con l’uscita di Aldo Cundari sarebbe andato via anche lui – dice senza mezzi termini MacDonald – non avrebbe mai dovuto essere assunto. Di Caita impone le sue idee senza consultazioni e senza prendere in considerazione i desideri dei membri…».
Ne ha anche per i direttori del board di VCI MacDonald che giudica incapaci di “avere una visione di ciò che dovrebbero fare, nessun indizio su come generare reddito né come gestire le loro spese. Hanno una tale cattiva reputazione nella comunità che coloro che hanno donato ingenti somme in passato, ora ignorano le loro richieste di donazioni”.
MacDonald ritiene invece che ci siano tante persone nella comunità italocanadese che potrebbero sostituirli e che sono in grado di “restituire orgoglio ed entusiasmo agli impiegati e di guadagnarsi la fiducia di grandi e piccoli donatori”.
Nella foto il consigliere Josh Colle ad una manifestazione di CASA davanti al Columbus Centre organizzata lo scorso settembre

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