Toronto

L’addio a Madeleine Montesano:
triste, sofferto e di classe   

TORONTO – Quando le regole non hanno senso, la delusione può trasformarsi in amarezza. Quanto è crudele, ho pensato, che la famiglia allargata, gli amici, i soci in affari, i dipendenti, i vicini e altri non potessero partecipare a ciò che le persone vicine devono fare per natura: radunarsi attorno a coloro che subiscono grandi perdite personali.

Eravamo lì: poche manciate di persone abbastanza fortunate da aver avuto Madeleine Montesano (nella foto) nelle nostre vite. Avrebbe dovuto avere tutti i suoi amici al suo ultimo addio. Ovviamente, molti di loro, tra le centinaia, hanno inviato le condoglianze a Dan e alla sua famiglia tramite SMS, email, lettera o telefono. In qualche modo, poiché sia il celebrante del funerale che padre Francesco, nella sua lettera dall’Italia osservava, Madeleine era una di quelle persone speciali per le quali tutti avrebbero voluto fare delle eccezioni. Ma Madeleine non avrebbe mai accettato che le regole fossero infrante per lei.

In momenti come questi, però, si è soliti chiedersi come prendono le decisioni coloro a cui affidiamo la normalità delle nostre faccende quotidiane. A malapena una trentina di noi ha avuto il permesso di stare assieme in uno spazio capace di ospitarne mille. Sì, il distanziamento sociale potrebbe essere osservato, se non lo è, e non può essere osservato, nei negozi Big Box. Eravamo tutti in una lista per il tracciamento sociale, completa di indirizzi e numeri di telefono.

Perdonaci, Madeleine per aver sollevato la questione in un giorno in cui l’attenzione di tutti era, come avrebbe dovuto essere, dedicata a te. I tuoi fratelli e sorelle, tuo marito e suoceri non avrebbero potuto fare di più. Possa tu riposare nella pace eterna. Quelle 50 colombe bianche liberate prima che te ne andassi si sono radunate insieme in un gesto simbolico per mostrarti la strada.

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