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La vita a Toronto al tempo del Coronavirus

La vita a Toronto al tempo del Coronavirus

La vita a Toronto al tempo del Coronavirus

TORONTO – La paura del contagio si respira tutta.

Il coronavirus ha scombussolato la vita di tutti, ci obbliga a modificare la routine quotidiana e a gestire la giornata eliminando gesti e attività date per scontate come abbracciare, stringere la mano, prendere un caffè o fare uno spuntino al fast-food.

Di colpo la nostra quotidianità è stata stravolta ma riuscire a bloccare la diffusione del Covid- 19 è di importanza primaria. È il momento di stringere i denti, attenersi alle regole e andare avanti sperando che questo brutto momento passi presto. Il più presto possibile.

Dopo aver raccomandato la chiusura di tutti i programmi ricreativi, biblioteche, scuole private, asili nido, chiese e altre strutture religiose, il premier dell’Ontario Doug Ford e il ministro della Sanità Christine Elliott, hanno imposto a bar e ristoranti di offrire solo il servizio di take-out e drive-thru. Nessuno potrà recarsi al fast food o nei caffè, sedersi al tavolino e consumare il cibo o la bevanda acquistata.

Inoltre tutti i centri civici di Toronto, insieme al municipio e alla Metro Hall, saranno chiusi al pubblico a partire da oggi mentre la città procede verso il ridimensionamento dei servizi non essenziali fino al 5 aprile. Non è il momento di socializzare ma quello di agire con responsabilità: discoteche, cinema e sale da concerto rimarranno chiuse.

«Sulla base dei consigli del Chief Medical Officer of Health dell’Ontario, il dott. David Williams, la provincia sta rispondendo all’evolversi della situazione implementando nuove misure per aiutare a contenere il virus», ha detto la Elliott. Riconosciamo che queste misure avranno un impatto significativo sulla vita di molti residenti dell’Ontario. Tuttavia, poiché il numero di casi in Ontario continua a crescere, dobbiamo prestare attenzione ai consigli dei nostri esperti di sanità pubblica e adottare misure decisive per proteggere la salute e la sicurezza del pubblico, la massima priorità del nostro governo», ha aggiunto il premier Ford.

La sanzione per i business che non seguono le direttive del governo è di 25mila dollari.

Durante la conferenza di ieri mattina da Queen’s Park, Ford ha dichiarato lo stato di emergenza ed ha ribadito il governo «proibisce tutti gli eventi pubblici organizzati di oltre 50 persone fino al 31 marzo, compresi i servizi nei luoghi di culto».

Mantenere la distanza con le altre persone e lavarsi le mani è al momento l’unico modo efficace per non contrarre il virus che sta mettendo in ginocchio tutto il mondo. Molte aziende, proprio per evitare i contatti tra le persone, hanno deciso di far lavorare i propri dipendenti da casa. Altre, come la Canadian Imperial Bank of Commerce, sono in procinto di ridurre gli orari di lavoro presso le sue filiali: da oggi sono 816 le sedi che rimarranno aperte con orari diversi mentre 206 chiuderanno temporaneamente.

Molti punti vendita – Apple, Aritzia, Sephora, H&M, Nike, Fossil solo per menzionarne qualcuno – hanno già chiuso i battenti per almeno due settimane mentre i centri acquisto della città rimangono ancora aperti pur se con orari ridotti: dalle 11 del mattino alle 7 di sera. Almeno per ora.

La situazione, ha ribadito il premier, continua ad evolversi e nuove decisioni vengono prese di giorno in giorno. Ford ha voluto però rassicurare i cittadini che i servizi essenziali saranno disponibili per tutti: alimentari, minimarket, farmacie e trasporti pubblici, rimarranno in funzione.

Rimarranno aperti anche i negozi LCBO. Mentre il diondersi a macchia d’olio del Covid-19 ha causato la chiusura dei negozi, il colosso delle vendite online Amazon sta registrando un aumento delle vendite così grande da aver deciso di assumere negli Stati Uniti 100mila persone per tenere il passo con la domanda. Proprio per evitare di uscire molti preferiscono infatti fare i propri acquisti online.