CorrCan Media Group

Contagi, insegnanti ‘itineranti’ sono un pericolo

Contagi, insegnanti ‘itineranti’ sono un pericolo

Contagi, insegnanti ‘itineranti’ sono un pericolo

TORONTO – Bisogna cambiare registro. Così non va bene. Gli esperti nel controllo delle infezioni e della salute pubblica ritengono che occorra impedire agli insegnanti ‘itineranti’ di spostarsi da una scuola all’altra in quanto così facendo favoriscono la diffusione del Covid-19 negli edifici scolastici dell’Ontario.

Le preoccupazioni circa l’uso continuo di insegnanti itineranti sono emerse questa settimana dopo che il Toronto Catholic District School Board (Tcdsb) ha confermato domenica sera che un docente di musica assegnato a cinque scuole è risultato positivo al coronavirus: una delle scuole in questione, la St. Charles, rimarrà chiusa fino al 9 ottobre.

«Mi sembra ovvio che questa sia una cosa da risolvere – ha detto Ashleigh Tuite, epidemiologa di malattie infettive presso la Dalla Lana School of Public Health dell’Università di Toronto – qualcuno che ha una infezione e si sposta di classe in classe o da scuola a scuola… può fondamentalmente diffonderla in tutti questi diversi contesti».

Da quando lo studio di presenza è ripreso a settembre sono 611 i contagi (74 quelli di ieri: 41 studenti, 10 insegnanti e 23 personale le cui mansioni non sono specificate) in 347 scuole della provincia. Tre le scuole chiuse finora.

Il Toronto Catholic District School Board e altri provveditorati scolastici dell’Ontario continuano a fare affidamento su docenti ‘itineranti’ per l’insegnamento di una varietà di materie, tra cui musica, educazione fisica e francese.

Colin Furness, un epidemiologo per il controllo delle infezioni presso l’Università di Toronto, ha detto che l’esperienza negli ospedali e nelle case di cura a lunga degenza all’inizio della pandemia, mostra l’importanza di limitare il numero di luoghi in cui le persone lavorano. «Sappiamo cosa succede quando si permette alle persone di spostarsi da una struttura all’altra, sappiamo anche cosa succede quando non lo si fa», ha affermato Furness.

La scorsa primavera lo spostamento degli operatori di supporto personale (Psw) tra più strutture di assistenza a lunga degenza è stato identificato come uno dei rischi maggiori durante il picco della crisi in queste residenze.

L’epidemiologo ha anche fatto notare che mentre i bambini hanno molte meno probabilità degli anziani di sperimentare gravi problemi di salute legati al nuovo coronavirus, molti insegnanti non godono dello stesso livello di protezione.

E sta facendo discutere anche il progetto pilota delle classi all’aperto avviato dal Toronto Catholic District School Board in dieci delle sue scuole. Lo scopo dell’iniziativa è quello di valutare se questa è un’opzione fattibile per creare più spazi per i bambini in cui studiare e allo stesso tempo provare a frenare la diffusione del Covid-19.

Con l’aumento dei contagi nella provincia e in un numero sempre maggiore di scuole, trascorrere più tempo fuori può diventare più una necessità che un’opzione.

Questa delle tende nei cortili delle scuole, spazio permettendo, può essere una buona idea ma non bisogna sottovalutare le temperature invernali del Canada. Sembra che non venga escluso l’uso di stufe ma al momento nulla è stato ancora deciso.

Quel che è certo è che l’installazione e l’uso di quattro mesi di ogni tenda costa al provveditorato cattolico da $8.000 a $10.000: il Tcdsb ha detto di aver utilizzato per il progetto $100.000 stanziati dal governo.