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Città-CUPE Local 416, altre 48 ore di negoziati

Città-CUPE Local 416, altre 48 ore di negoziati

Città-CUPE Local 416, altre 48 ore di negoziati

TORONTO – È lotta contro il tempo per raggiungere un accordo e scongiurare l’interruzione dell’attività lavorativa dei dipendenti “esterni” della città di Toronto.

Dalla mezzanotte scorsa i residenti avrebbero potuto non usufruire più dei servizi di paramedici, netturbini, personale dei parchi. Gli unici a continuare a svolgere la loro mansione domani indipendentemente dall’esito dei negoziati saranno, aveva garantito il sindaco John Tory, gli operatori degli sgombraneve e degli spargisale: il 90% degli addetti alla rimozione della neve lavora a contratto.

Nel pomeriggio di ieri però sindacato e città, nella speranza di giungere a una intesa, hanno comunicato la decisione di voler prolungare i colloqui per altri due giorni.

Il braccio di ferro con il CUPE Local 416, il cui contratto è scaduto il 31 dicembre, continua da tempo: all’inizio di febbraio la città ha richiesto al Ministero del Lavoro un “no board report”, aprendo effettivamente la strada a un’interruzione del lavoro che comporterebbe la sospensione della raccolta dei rifiuti a est di Yonge Street e la chiusura di centri ricreativi e piste di pattinaggio in tutta la città.

La raccolta dei rifiuti a ovest di Yonge Street – che è privatizzata – continuerebbe: tuttavia la città afferma che non ci sarà la raccolta differenziata destinata al riciclaggio mentre tutti i materiali organici dovranno essere collocati nei bidoni della spazzatura. Il personale sigillerà la maggior parte dei 10mila cestini pubblici per la raccolta dei rifiuti situati in tutta la città, ad eccezione di un piccolo numero che si trova nel centro della città. Sia City Hall che il CUPE Local 416, che dalla mezzanotte e un minuto sono nella posizione legale di dare il via ad uno sciopero o a un blocco dei servizi, hanno preferito rimanere ancora per altre 48 ore al tavolo delle trattative.

Due giorni fa il sindacato ha chiarito di non essere “interessato a una serrata” lasciando così intendere che qualsiasi interruzione dei servizi sarebbe da imputare alla città.

La città, nel frattempo, ha affermato che il sindacato sta cercando di estendere una clausola di sicurezza del lavoro contenuta nell’ultimo accordo di contrattazione collettiva la cui validità, sarebbe invece cessata. In base alla disposizione, chiamata da City Hall “Posti di lavoro a vita”, qualsiasi dipendente con 15 anni di anzianità non può perdere il proprio lavoro “a causa di appalti o privatizzazioni”.

La città afferma che, in base all’ultimo accordo firmato nel 2016, tutti i dipendenti con meno di 15 anni di anzianità al 31 dicembre 2019 non dovevano più beneficiare della protezione ai sensi della clausola, qualcosa su cui, afferma, il sindacato sta facendo retromarcia.

«Sono ancora fiducioso circa il raggiungimento di un accordo perché penso che ci sia sufficiente buona volontà da entrambe le parti e che ci sia abbastanza comunanza in termini di cose di cui abbiamo parlato finora, ma ci sono alcuni problemi da affrontare», ha detto ieri il primo cittadino che ha però messo in chiaro che “la città non è disposta a tornare indietro su ciò che ha ottenuto in passato”.

I colloqui comunque continuano. Anche il CUPE Local 79, che rappresenta oltre 22mila lavoratori interni della City di Toronto, ha richiesto sei giorni fa il “no board report” dando così il via al conto alla rovescia per poter scioperare legalmente.