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Altre due sparatorie, un morto e 4 feriti

Altre due sparatorie, un morto e 4 feriti

TORONTO – A Toronto è allarme. Una sparatoria dopo l’altra. Ed ancora un altro omicidio e quattro feriti.

Sembra un bollettino di guerra quello della polizia di Toronto. Domenica, alle 5 del mattino, l’ultima sparatoria fatale: la vittima è un uomo che è stato trovato vicino a Toryork Drive e Weston Road. I primi soccorritori hanno cercato di rianimare l’uomo ma senza successo.

Dopo un’apparente sparatoria avvenuta sabato in prossimità di Glencairn e Marlee Avenue quattro persone hanno riportato ferite non mortali: il capo della polizia Mark Saunders ha detto che la sparatoria ha tutte le ‘caratteristiche delle street gang’.

Verso l’una di sabato mattina l’intervento della polizia è stato richiesto nella zona di Glencairn e Marlee: qui gli agenti hanno trovato due persone ferite da colpi di arma da fuoco.

Dopo circa due ore la polizia ha ricevuto una telefonata da una terza vittima, anche questa ferita da un colpo di pistola, che ha detto di essere nascosta in un bagno mobile della zona. La quarta vittima, nel frattempo, si è presentata in ospedale da sola.

Parlando con i giornalisti, presso la vicina 13 Division, Saunders ha detto che le informazioni preliminari suggeriscono che c’erano tre sospetti che sono scesi da un’auto di colore scuro e hanno aperto il fuoco in direzione di un gruppo di persone che frequenta un bar della zona. Sembra anche che una delle vittime abbia sparato a sua volta. Saunders ha detto che i colpi sparati sono stati oltre 30.

«Da un veicolo sono scese tre persone con l’intenzione di sparare verso uno o verso tre dei bersagli previsti per poi tornare in auto dove il conducente li aspettava per fuggire via – ha ricostruito la dinamica dell’accaduto il chief Saunders – gli agenti sono riusciti a sentire dei colpi ai quali hanno risposto rapidamente ma finora non siamo stati in grado di localizzare i sospetti».

Saunders ha affermato che tre delle vittime erano insieme mentre una quarta si trovava in un ristorante adiacente e sembra essere stata “nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Una delle vittime, ha aggiunto Saunders, “ha una storia di violenza con armi da fuoco” ed è stata in carcere due volte per reati connessi alle armi.

«Stiamo cercando di ottenere informazioni dalle vittime ma nessuno sta collaborando – ha detto – tre sicuramente non hanno intenzione di aiutarci con le indagini.” Un proiettile vagante è passato attraverso la finestra di un appartamento, mentre altri hanno colpito un patio e una serie di veicoli parcheggiati nella zona.

Saunders ha dichiarato che la polizia è alla ricerca di testimoni e di potenziali filmati ripresi dalle videocamere. «Occorre tenere ben presente che le gang di strada pianificano bene le sparatorie Posso mettere più agenti sulla strada ma succederà che ad un certo momento il poliziotto non si troverà proprio lì e la persona che stanno cercando sarà invece lì e loro spareranno – ha detto – è tutto ben preparato e la mia paura maggiore è che le bande di strada non abbiano rispetto per le altre persone – il 99,9 per cento della comunità – e sparino a casaccio. Spareranno a volontà».

La sparatoria è avvenuta a circa 300 metri da un’altra piazza di Marlee Avenue, dove un uomo è stato ferito lo scorso aprile. In quella sparatoria furono esplosi circa 15 colpi e almeno uno di questi ha colpito la vittima ad una gamba. Il consigliere di Ward 8 Mike Colle ha detto che bisogna fare qualcosa per frenare tutta questa violenza.

“Ad aprile, quando ci sono state varie sparatorie, abbiamo incrementato la presenza della polizia, la polizia era presente sotto copertura e anche per la strada, ma è chiaro a questo punto che la polizia di Toronto non può fermare questa violenza da sola. Gli agenti fanno gli straordinari, stanno facendo tutto il possibile ma abbiamo bisogno di un aiuto serio – ha detto – abbiamo bisogno dell’RCMP per impedire alle armi di attraversare il confine, abbiamo bisogno che l’OPP venga qui ad aiutare e dobbiamo far tornare dalle vacanze i deputati provinciali affinchè approvino alcune leggi severe. Chi commette un crimine con la pistola, non potrà ottenere la libertà su cauzione. A chi guida per la città con le pistole in macchina verrà sequestrato il veicolo e rischia di vedersi ritirata la patente”.

Fino ad ora ci sono state 274 sparatorie in città nel 2019, che rappresentano il numero più alto in cinque anni.

Colle ha affermato che, sebbene siano necessari investimenti per fermare la violenza nella comunità ed impedire ai giovani di entrare a far parte di bande criminali, occorre fare di più in questo momento.

«Il fatto è che c’è un enorme problema. Questa violenza armata deve essere fermata prima che possiamo fare le cose buone. Al momento non possiamo garantire alle persone neppure una passeggiata tranquilla su e giù per la strada, quindi cerchiamo di trovare il modo di fermare questa violenza – ha ribadito – attualmente siamo troppo deboli con chi commette crimini con le armi e loro (i criminali) lo sanno e non temono le conseguenze».

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