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Queen’s Park sconvolge i piani di TCDSB/VCI

Queen’s Park sconvolge i piani di TCDSB/VCI

TORONTO – Di fronte a sfide continue, le compagnie di successo revisionano il loro gruppo dirigente o rinnovano il consiglio direttivo. Il Toronto Catholic District School Board (TCDSB) stanno per affrontare una tale decisione.
Il 14 febbraio scorso, come poi riportato dal Corriere il giorno seguente, il Ministro dell’Istruzione Naidoo-Harris ha comunicato al TCDSB, con una lettera ufficiale, inviata alla presidente Barbara Poplawski, che il governo dell’Ontario ha sospeso il contributo di 32.8 milioni di dollari, stanziato per la costruzione del  “centro comunitario” nella joint-venture con Villa Charities Inc. (VCI).
È lecito supporre che il ministro stia perdendo la fiducia nella capacità del TCDSB e nel suo impegno di decidere per la cosa più giusta. Ella si preoccupa che il Columbus Centre venga demolito, nonostante l’assenza di un “sostegno schiacciante” come richiesto in una mozione del trustee Piccininni lo scorso 16 novembre. 
Basta leggere la relazione  di raccomandazione – preparata dal direttore Rory McGuckin e diretta al TCDSB per il prossimo incontro del 22 febbraio – per capire la teoria del “fumo negli occhi” nel quale si sta agendo e per condividere le basi sulle quali si fondano i sospetti del ministro Naidoo-Harris. 
Il costo della relazione è conteggiato al pari di 90 ore di lavoro del personale, equivalente a 10mila dollari, basato sul compenso del personale dirigente, con una media di 4mila dollari alla settimana secondo il salario di un sovrintendente.
McGuckin sottolinea quattro significanti ammissioni: (1) la demolizione del Columbus Centre è stata sempre parte del progetto di riqualificazione dell’area – in diretta contraddizione con la trustee Maria Rizzo che continua a sostenere l’insensata asserzione di voler salvare il Centro, (2) il resoconto dei consulenti non solo stabilisce la mancanza di un “sostegno schiacciante” al progetto, richiesto nella mozione del trustee Sal Piccininni, ma raccomanda una ripetizione del processo di consultazioni, comprendente almeno altri due sondaggi telefonici, (3) la stampa locale – italiana – ha riportato con concretezza e abbondanza di commenti le testimonianze di opposizione alla proposta, (4) la dirigenza (i provveditori) si stava preparando ad esortare di procedere con il progetto, a dispetto di ogni logica, prima della lettera del giorno di San Valentino. Veramente incredibile!
Il ministro Naidoo-Harris ha salvato il TCDSB da se stesso e di conseguenza anche il mandato di McGuckin. Senza la sua “cartolina per San Valentino”, il ministro avrebbe dovuto affrontare il “capovolgimento” di una decisione del Board, provocando un problema giurisdizionale sulla soglia delle elezioni provinciali. 
Qualcosa che la trustee Maria Rizzo era pronta a rischiare, considerando le lamentele rilasciate in un intervista del 17 febbraio scorso, ad un quotidiano di lingua inglese, dove sostiene che la Provincia stava minando la giurisdizione locale.  
Il TCDSB è stato già sottoposto nel passato al commissariato della Provincia. Perché rischiare di nuovo? 
Le menti sospette, ultimamente, hanno puntato il dito sugli “interessi materiali” di alcuni fiduciari scolastici e rappresentanti del direttivo, per spiegare l’insistenza del TCDSB nel demolire il Columbus Centre. 
Azione che avrebbe spianato la strada ai cambiamenti del sito per accomodare “condomini paradisiaci” – del valore di mercato pari a 1.5 miliardi di dollari – nell’angolo sudovest di Lawrence e Dufferin. 
Nessuno ha fornito prove sostanziali contro tali accuse e il Corriere non le ha sostenute in forma indipendente, ma la loro persistenza sono testimonianza del danno reputazionale che alcuni trustee -“ipnotizzati” dai “raggiri a fine di persuasione” della trustee Rizzo – sono preparati a rischiare.
Suggerire che l’intera questione riempirà gli annali orribili di pessime storie di  comunicazioni  e pubbliche relazioni, sarebbe banalizzare l’ovvio. Ma purtroppo il problema è lontano dalla risoluzione. Il 22 febbraio prossimo, il TCDSB deve ancora votare la raccomandazione di McGuckin. I delegati del pubblico dovrebbero ancora farsi sentire. La questione di fondo su “a chi appartiene il Columbus Centre” non ha ancora avuto risposta.
E nulla cambierà, fino a quando e se il TCDSB presenterà l’atto di compravendita che ha stipulato insieme a Villa Charities, così come l’Accordo di Riqualificazione per il quale il Board ha autorizzato McGuckin ad estendere la scadenza, in una sessione privata, dopo che cittadini preoccupati avevano lasciato un incontro pubblico piuttosto acceso alla presenza di delegazioni varie.
Offuscare il tutto è la strategia dell’ “altro socio”, la VCI. Dopo “il bigliettino di San Valentino” sul suo sito attesta con una dichiarazione – usando il plurale majestatis – che la VCI resta fedele al progetto di riqualificazione.
Non è presente nessuan firma, né quella del presidente di Villa Charities, Nina Perfetto, né quella del presidente della VCI, Aldo Cundari, nonostante uno dei due abbia dovuto approvare quanto pubblicato.
Comunque per il 22 febbraio  è in programma  un’esposizione del CEO della VCI al TCDSB, convenientemente dopo gli interventi di tutti gli oppositori al progetto. 
Quest’ultimi contrari alla realizzazione di qualcosa di inutile a spese dei contribuenti, dovranno attendere fino al termine della riunione per evitare un’altra decisione presa di nascosto. 

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