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“Politici avvertiti: il Columbus Centre non si tocca”

“Politici avvertiti: il Columbus Centre non si tocca”

TORONTO – A sospettare che il board di Villa Charities Inc. (VCI) abbia solo accantonato momentaneamente il progetto per la creazione della “community hub” assieme al Toronto Catholic District School Board (TCDSB) sono in molti. D’altra parte, il dubbio, non viene affatto fugato da VCI nella sua “Spring and Summer Brochure”: “Riguardo la riqualificazione del Columbus Center, rimaniamo pienamente impegnati a migliorare e cambiare la nostra struttura. Mentre siamo delusi dal fatto che il Toronto Catholic District School Board non sia in grado di andare avanti con noi per la realizzazione di una struttura ad uso congiunto, siamo tutt’altro che scoraggiati. Nonostante gli eventi recenti la necessità di ripensare il Columbus Center è rimasta invariata”, scrive il presidente e Ceo di Villa Charities Inc. Anthony Di Caita. 
L’asso nella manica di VCI potrebbe essere un eventuale cambio della guardia a Queens Park con l’elezione a premier di Doug Ford e il ribaltamento della decisione del ministro dell’Istruzione Naidoo-Harris che ha bloccato lo stanziamento al TCDSB dei 32.8 milioni di dollari, annullando di fatto il progetto con la VCI. “Questa ipotesi è davvero preoccupante in vista delle prossime elezioni – scrive Emily Helgersen Guccione che ha partecipato alla lotta per salvare il Columbus Centre – comunque anche se molti dei difensori del Columbus Center sono stati liberali – da Naidoo-Harris al suo predecessore Mitzie Hunter agli Mpp Laura Albanese e Mike Colle alla Premier Kathleen Wynne – il sostegno dei conservatori per il centro comunitario non è da sottovalutare”.
La Helgersen Guccione cita poi il sindaco di Toronto John Tory che “pur non avendo una appartenenza politica, in passato ha ricoperto il ruolo di leader dell’Ontario Conservative Party” e si è unito ai manifestanti contro la demolizione del Columbus Centre. 
Nella sua lettera la lettrice del Corriere accenna anche all’interesse in “questioni etniche” di Rob e di Doug Ford: Rob, scrive, ai campionati del mondo di calcio del 2014 tifava per l’Italia, Doug ha preso parte al Caribbean Carnival conosciuto in precedenza come Caribana e alla parata di St. Patrick’s Day.
Nei mesi scorsi il Corriere ha contattato numerosi deputati a livello provinciale e federale: a manifestare il proprio sostegno al Columbus Centre sono stati ad esempio gli mp Marco Mendicino, Francesco Sorbara, Michael Levitt, Julie Dzerowicz e gli mpp Laura Albanese e Mike Colle, che si sono spesi generosamente per questa causa. 
Nessuna risposta in merito è giunta invece da parte di Stephen Lecce, di Michael Tibollo, dell’ex leader dei Tory Patrick Brown e di quello attuale Doug Ford.
Emily Helgersen Guccione ritiene comunque che le simpatie politiche, in questo caso, non siano importanti: “Credo che, indipendentemente da come i suoi membri voteranno a giugno, la comunità italiana dovrebbe insistere affinché i nostri aspiranti rappresentanti politici difendano il Columbus Centre – dice senza tentennamenti – i candidati di tutti i partiti politici devono sapere che qualsiasi discorso di demolizione o “riprogettazione” con una ipotetica  versione molto ridotta nello stesso edificio di una scuola superiore, non sarà tollerato”. 
Ogni persona ha le sue convinzioni e simpatie politiche ma il Columbus Centre, conclude la Guccione, non si tocca. “Ovviamente gli italo-canadesi non voteranno tutti allo stesso modo su questioni come tasse, educazione sessuale o spesa pubblica, ma quando si tratta del Columbus Centre, dovremmo parlare tutti con una sola voce”, conclude.
 

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