CorrCan Media Group

Oggi la VCI tira le somme della farsa Columbus Centre, l’associazione CASA invita la comunità a dissociarsi dal teatrino

Oggi la VCI tira le somme della farsa Columbus Centre, l’associazione CASA invita la comunità a dissociarsi dal teatrino

TORONTO –  Il tanto atteso meeting di Villa Charities Inc. per  tirare le somme sulle consultazioni avute con la comunità circa il piano di demolizione del Columbus Centre, si terrà oggi. 
 
Nella Sala Caboto, dalle 6.30 alle 9 pm Maximum City e Dillon Consulting presenteranno i risultati preliminari dei workshop. Incontri questi, che stando all’esperienza di coloro che vi hanno partecipato (insegnanti, presidi  e dipendenti del provveditorato cattolico di Toronto esclusi), sono stati una farsa. 
 
Proprio per non permettere a Villa Charities di presentare conclusioni fuorvianti al solo scopo di sostenere la propria visione, la Columbus Athletic and Social Association invita tutti  a partecipare all’incontro. 
 
Nonostante la presenza agli incontri di persone di parte – quella di Villa Charities Inc. – la posizione durante queste consultazioni non è stata affatto unanime. La decisione di organizzare i workshop, d’altra parte, è stata presa dalla VCI in seguito alla richiesta del comune e del governo provinciale e non per ascoltare volontariamente il parere della comunità.
Una comunità le cui volontà sono state, dicono i 4.000 membri del Columbus Centre, deliberatamente ignorate. Nonostante la scarsa considerazione in cui viene tenuta la gente, Villa Charities Inc. continua ad affermare di “parlare per la comunità”: ma, ci si chiede, come è possibile che questo avvenga quando non si conoscono i piani futuri, quali saranno i tanto decantati programmi culturali? 
 
Se il futuro è  fatto più di ombre che di luci, tornando al presente si può comunque trarre le proprie conclusioni nel constatare che la Carrier Art Gallery, che fino ad ora ha ospitato mostre d’arte, il 1º marzo sarà trasformata in un grande casinò dove gli ospiti diventeranno dei grandi scommettitori per una notte. Lo scopo, si legge sul sito di Villa Charities, è quello di raccogliere fondi per le strutture di assistenza a lungo termine. 
Che la cultura trovi sempre meno spazio al Columbus Centre è oramai un dato di fatto nonostante Villa Charities continui a negare questa realtà. Così come nega che nel progetto ideato con il Toronto Catholic District School Board, non risulti la costruzione di condomini. 
 
A dimostrare l’esatto contrario sono proprio i disegni planografici, pubblicati anche dal Corriere Canadese, presentati nell’ambito del progetto.
Nonostante sia stata messa nero su bianco la volontà di realizzare  tre grandi edifici, VCI e TCDSB sostengono che sul terreno non sorgeranno dei condomini. 
La trustee Maria Rizzo, qualche tempo fa, ha affermato che l’acquisto del terreno del Columbus Centre da parte del provveditorato cattolico di Toronto ha lo scopo di impedire al municipio di costruire la strada che vuole invece realizzare la VCI al fine di poter erigere i condomini. 
 
E non solo la Rizzo ha fatto una affermazione che contrasta con la versione ufficiale: anche il chair di Villa Charities’ Board of Governors Aldo Cundari, durante un meeting con il TCDSB non ha nascosto di voler rimpiazzare Villa Colombo, definita obsoleta, con un condominio. 
Non è difficile capire che dietro una parvenza di apportare radicali cambiamenti  per il bene della comunità, lo sviluppo edilizio sia in realtà  il fine ultimo dei progetti che bollono in pentola. 
 
La comunità infatti, qualora i progetti in questione diventassero realtà, ne uscirà piuttosto malconcia e da tutto questo avrà perso e non guadagnato. 
 
Non è solo la gente a domandarsi quale tornaconto potrà avere dal progetto TCDSB/VCI con la demolizione del Columbus Centre: la domanda se l’è posta anche il fondatore Anthony Fusco senza riuscire a trovare una risposta.
Non bisogna neppure trascurare il fatto che il denaro stanziato dal governo per ovviare ad una situazione di emergenza nel 2011 – 32.8 milioni di  dollari – non è stato usato fino ad ora: l’emergenza è ormai finita pare di capire dalle iscrizioni in caduta libera, ma è ancora viva invece la volontà di poter usufruire del denaro dei contribuenti. 
 
Il nuovo progetto, sembra quindi essere una copertura a interessi ben più grandi. Partendo dal presupposto che per la comunità la demolizione del Columbus Centre sarebbe un disastro, non rimane che chiedersi a chi invece questo piano porterà benefici. Cui bono? Materiali, si intende. 
 
Per chi? È giusto chiederlo.

Comments are closed.