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La comunità è stufa di bugie e omissioni

La comunità è stufa di bugie e omissioni

TORONTO – Ai deputati federali Marco Mendicino, Judy Sgro e Francesco Sorbara si unisce anche Julie Dzerowicz. 
Con una email inviata al Corriere Canadese la rappresentante del riding di Davenport di Toronto ha manifestato il suo sostegno alla comunità italocanadese ed ha auspicato “una consultazione ampia ed aperta con la comunità prima di prendere qualunque decisione sulla demolizione o riqualificazione del Columbus Centre”. 
Il timore per la prospettata demolizione del Columbus Centre si è allargato a macchia d’olio in ogni quartiere della città. “Ho parlato con i leader chiave della comunità italiana di Davenport, molti dei quali hanno donato denaro per aiutare a costruire il Columbus Centre – continua la parlamentare – la comunità italo-canadese di Toronto merita di essere ascoltata”.
Gli italocanadesi, sostiene ancora la Dzerowicz, è stata fondamentale nel tessuto di questa metropoli  nordamericana. “La comunità italo-canadese ha svolto un ruolo importante a Toronto per generazioni, con Davenport che un tempo ospitava la più grande comunità italiana in Canada – aggiunge l’mp – il Columbus Center è stato nel cuore della popolazione italo-canadese a Toronto dal 1980 e ha accolto tutti, dai bambini del quartiere ai primi ministri, a braccia aperte fin dal giorno della sua inaugurazione”
Una consultazione pubblica fatta in modo imparziale sarebbe stata, come prospettato dalla Dzerowicz, il modo giusto per avere effettivamente il polso della situazione. 
Il problema, secondo la comunità che sta lottando da mesi per riuscire a non far demolire il Columbus Centre è che le consultazioni fatte da Maximum City e Dillon Consulting per conto di Villa Charities Inc. sono ben lontane dall’essere obiettive. “Metodologia scadente o inesistente, come esemplificato dall'indagine telefonica casuale, con domande alle persone con poca o nessuna connessione al Columbus Centre – afferma l’avvocato Joseph Baglieri – anche con tutte le manipolazioni dei dati e le consultazioni selettive, i risultati presentati al Toronto Catholic District School Board non corrispondono al numero dei membri e delle parti interessate in modo diretto o indiretto che si oppongono al progetto, la comunità culturale che ha espresso il suo sdegno per la distruzione della Rotonda, della biblioteca e la galleria d'arte, le oltre 600 persone che hanno manifestato lo scorso ottobre, i contribuenti di Glen Long con le loro centinaia di firme contro la demolizione, gli anziani di Casa Caboto e Casa Del Zotto, gli oltre 800 che in tutta la città hanno esposto i cartelli SAVE COLUMBUS CENTRE, l'ampia coalizione di individui provenienti da ogni tipo di background etnico, culturale ed educativo che possono sentire la puzza che emana la palude TCDSB/VCI”.
“Non dovete illudervi che questi vari rapporti di consultazioni siano in qualche modo rappresentativi della moltitudine persone interessate al Columbus Centre – aggiunge Art Krause –  per cercare di renderci conniventi a tutto questo, VCI e il TCDSB hanno inscenato una consultazione trasparente nel tentativo di preparare la risposta desiderata “supporto schiacciante”. 
Ma anche questi sforzi maliziosi e fuorviati hanno fallito!”.
Le consultazioni pubbliche, se ben fatte e non pilotate verso il risultato voluto, avrebbero potuto davvero assolvere al loro scopo.
 
 
 
 

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