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L’arte della comunicazione VCI: mentire alla grande e spesso

L’arte della comunicazione VCI: mentire alla grande e spesso

TORONTO – Villa Charities ha speso centinaia di migliaia di dollari in pubblicità, posta, annunci e Consulenti solo per convincere la gente che è il “custode del sacro graal”. Non ha avuto la risposta che si aspettava, ed ora usa il suo sito web per rimarcare il suo messaggio.
L’osservazione più gentile che si possa fare a proposito l’ultimo post sul sito di Villa Charities è “Questi hanno perso la testa”.
La piccola cricca che tiene sotto controllo una delle organizzazioni caritatevoli – una volta tra le più vibranti, orientate verso la comunità, senza scopo di lucro – è ora concentrata esclusivamente sullo sviluppo edilizio per interessi privati. Per far ciò si è isolata, completamente, da ogni aspetto che riflettesse, almeno alla lontana, un “interesse comunitario”.
Il suo mantra è “il maggior e miglior uso” – spremendone più profitto possibile – di una proprietà. Potrebbe anche andar bene se si ha solo un obiettivo, un gol; e se si è il possessore incontestabile legittimo di un appezzamento di terreno per quel progetto. Quest’ultimo punto è fortemente in dubbio, ed probabilmente ormai maturo un ricorso in tribunale.
O, forse, diversamente,  se Villa Charities avesse presentato una proposta per strutture e programmi aggiornati che avrebbero potuto attirare l’immaginazione e convincere la comunità che “ciò che ora è di sua proprietà può svilupparsi in qualcosa di meglio”. Ma non è quello che succede nel progetto del Toronto Catholic School Board/Villa Charities Inc.
Il 31 gennaio scorso, i Consulenti di Villa hanno presentato una relazione dove effettivamente si conclude che non vi sono prove evidenti di una proposta orientata verso la Comunità, né un piano valido che interessi la Comunità o ottenga il suo sostegno.
Il concetto di costruire una sproporzionata e costosissima scuola sul sito del Columbus Centre non accende nessun barlume di immaginazione. Piuttosto accende la rabbia e l’ostilità della gente, perché il progetto permetterebbe la costruzione di almeno tre palazzi condominiali, per un totale di 3.000 appartamenti, senza nessun beneficio per la Comunità. I Consulenti, probabilmente preoccupati per la loro stessa integrità professionale, hanno detto chiaramente a Villa Charities: azzera tutto, riparti di nuovo e questa volta, fallo nel modo corretto!
Come ha risposto Villa Charities? Si è chiusa a guscio.
Poi si è lamentata che la comunità “ha alienato molti di noi”. E ha raggiunto il culmine dell’autocommiserazione, concludendo che “abbiamo accantonato molti nostri sostenitori del passato e i nuovi stentano a coinvolgersi”. Cosa???
Per un’organizzazione che si autoproclama “la voce della comunità” è uno strano stile di leadership, questo incolpare la vittima, per così dire. E scagliarsi contro chiunque faccia notare ciò che è ovvio, accusandolo di sostenere “ordini del giorno nascosti”, “allineare (sic) voti”, “riportare (sic) bugie giornalistiche”, di “finzioni” e “manipolazioni”.
Villa non esita a intimorire e rimproverare che: “la comunità italiana ha dimostrato i ‘peggiori’ elementi della nostra cultura.  La gente è stata oggetto di menzogne, di bullismo, di intimidazioni e discriminazioni a causa della sua età, sesso e religione” – ha tuonato.
Ma certo, la cricca può dire e fare qualsiasi cosa per proteggere la sua delicata sensibilità. Ma una quantità senza precedenti di deputati federali e provinciali, assessori comunali, attivisti della comunità, membri di centri sociali e di palestre, vicini di casa, scrittori vicini e lontani, si sono dimostrati quasi all’unanimità contro il partenariato di Villa e del Catholic School Board, intento a demolire il Columbus Centre.  
Tuttavia il direttivo di Villa continua a scagliarsi contro chiunque e tutti quelli che vogliano opporsi, con un’invettiva impietosa che serve solo a sollevare sospetti di una condotta maleodorante. 
 

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