Krause: “È un progetto miope e auto-esaltante”

di Mariella Policheni del December 30, 2017
TORONTO - La newsletter del mese di dicembre inviata da Maximum City e Dillon Consulting ai membri della comunità per informarli sulle consultazioni già fatte ed invitarli al meeting pubblico del prossimo 15 gennaio, ha lasciato di stucco Art Krause. Nei dati resi pubblici dai consulenti di Villa Charities risulta che sono state oltre 23mila le parole di input della comunità e 1.567 commenti di feedback sugli eventi. “Ho letto con interesse e non poco disorientamento questi numeri - scrive Krause nella sua email a Fullan - wow, 23mila parole e 1.567 commenti! Saranno stato molto impegnati a contarle”.
Dopo un inizio ironico Krause prosegue la sua email ponendo una serie di interrogativi ai quali non trova risposta, ma solo un atteggiamento puerile e miope da parte di Maximum City e Dillon Consulting. “Ma la domanda fondamentale è quale rilevanza hanno queste attività di sensibilizzazione sulle percezioni e le attitudini degli ‘‘stakeholder’ del Columbus Center in attesa della prevista ‘re-immaginazione’ di questo sito? Questa non è una domanda retorica - continua Krause - per quanto possano essere derelitte queste scuole, per quanto meritevoli possano essere di venire rase al suolo e ricostruite, e per quanto i genitori e il board  possano desiderare nuove scuole per i loro figli/studenti, nulla di questo è previsto sulla distruzione del Columbus Center come lo conosciamo. Queste persone non hanno assolutamente nessun rispetto per i problemi che devono affrontare i vicini, i membri e gli utenti del Columbus Center. Il loro unico scopo può essere quello di offuscare e confondere i numeri in un disperato - ma infantilmente chiaro - tentativo di trovare un supporto per questo fiasco di un progetto  miope e auto-esaltante”.
Non manca l’attacco di Krause all’operato del board cattolico di Toronto. “È abbondantemente chiaro, che il TCDSB ha terreni sufficienti sia nei suoi siti di Dante che in quelli di Regina per ‘re-immaginare’ facilmente quelle scuole in qualsiasi modo desideri, incluso quello di mettere sia la scuola elementare che la scuola superiore sulla stessa proprietà e/o nello stesso edificio! - scrive ancora Art Krause - dopotutto, dove potrebbero esserci più sinergie che nel combinare due istituzioni accademiche! Molto simile alla proposta di mescolare adulti e anziani con adolescenti. In fondo i bambini delle scuole elementari e i ragazzi delle scuole superiori sono più vicini tra loro di quanto non lo siano con gli adulti e gli anziani. Per non parlare del fatto che condividono molto più strettamente esigenze e servizi comuni di quanto facciano gli adulti e gli anziani con gli adolescenti”.
Krause invita Fullan ad analizzare in modo obiettivo i dati raccolti lasciando da parte i grandi numeri. “Quindi credo che quando presenterete i risultati riassuntivi il 15 e il 31 gennaio dovrete disaggregare in modo chiaro e inequivocabile i risultati raccolti il 28 novembre, il 4 e il 7 dicembre dalle vostre consultazioni con i vicini, i membri e gli utenti del Columbus Center in quanto questi ultime tre audience sono le uniche stakeholder obiettive che contano in questa ‘re-immaginazione’. Ciò potrebbe rendere i numeri delle consultazioni  un po’ più piccoli...ma un po’ più significativi”.

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La comunità è stufa di bugie e omissioni
di Redazione il February 6, 2018
TORONTO - Ai deputati federali Marco Mendicino, Judy Sgro e Francesco Sorbara si unisce anche Julie Dzerowicz. 
Con una email inviata al Corriere Canadese la rappresentante del riding di Davenport di Toronto ha manifestato il suo sostegno alla comunità italocanadese ed ha auspicato “una consultazione ampia ed aperta con la comunità prima di prendere qualunque decisione sulla demolizione o riqualificazione del Columbus Centre”. 
Il timore per la prospettata demolizione del Columbus Centre si è allargato a macchia d’olio in ogni quartiere della città. “Ho parlato con i leader chiave della comunità italiana di Davenport, molti dei quali hanno donato denaro per aiutare a costruire il Columbus Centre - continua la parlamentare - la comunità italo-canadese di Toronto merita di essere ascoltata”.
Gli italocanadesi, sostiene ancora la Dzerowicz, è stata fondamentale nel tessuto di questa metropoli  nordamericana. “La comunità italo-canadese ha svolto un ruolo importante a Toronto per generazioni, con Davenport che un tempo ospitava la più grande comunità italiana in Canada - aggiunge l’mp - il Columbus Center è stato nel cuore della popolazione italo-canadese a Toronto dal 1980 e ha accolto tutti, dai bambini del quartiere ai primi ministri, a braccia aperte fin dal giorno della sua inaugurazione”
Una consultazione pubblica fatta in modo imparziale sarebbe stata, come prospettato dalla Dzerowicz, il modo giusto per avere effettivamente il polso della situazione. 

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