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Il TCDSB ha bisogno di un asso in campo

Il TCDSB ha bisogno di un asso in campo

A sinistra Rory McGuckin impegnato in una partita di calcio

TORONTO –  Rory McGuckin è il provveditore del Toronto Catholic District School Board (TCDSB). Il suo staff riceverà le “scoperte” dei gruppi di consulenza riguardo alla joint-venture proposta con Villa Charities Inc (VCI), dopo di che stilerà una relazione  -con raccomandazioni- che il Consiglio dei Trustees prenderà in considerazione.
Le direttive del signor McGuckin determineranno il destino dell’icona più rappresentativa nell’esperienza della comunità italo canadese della GTHA e il ruolo che ha giocato nell’integrazione di varie comunità etniche nella società canadese.
La sua organizzazione sembra aver acquistato il sito del Columbus Centre dalla VCI per una sconosciuta somma di denaro (stimata 22 milioni di dollari) con lo scopo di demolire e poi ricostruire una nuova scuola superiore nella metà della zona ovest del terreno.
La penna che traccerà la firma servirà come bacchetta magica. Puff! Con un sol tocco il signor McGuckin potrebbe cancellare un’altra impronta dei valori familiari, sociali e culturali, che la Comunità ha premiato, nutrito e condiviso. 
 
Quarantacinque anni, dei 150 del Canada, spariti con una firma.
L’unica altra icona che si avvicina è Chudleigh House, meglio conosciuta come Casa Italia. Il suo significato per le esperienze della comunità italo canadese è un po’ meno felice, anche se non meno di impatto.
Ironicamente, se il signor McGuckin dovesse dare un’occhiata al video pubblicitario commissionato e distributo dal suo partner, potrebbe ancora chiedersi come potrebbe associare la sua reputazione personale con la distruzione di una struttura che incarna “il cuore e l’anima” della comunità italiana.
Come il suo Consiglio dei Trustee, o almeno alcuni di loro, possono essere consenzienti?
Bisogna cercare motivazione nella domanda “cosa c’è in tutto ciò per me, o per noi”, o nel modo in cui le informazioni sono state raccolte, filtrate e presentate.
La prima questione potrebbe sembrare un po’ “veniale”, e forse meglio rimandarla ad un altro articolo. 
La seconda ci consente una valutazione più oggettiva visto che i consulenti hanno ricevuto un mandato specifico da portare a termine. Il TCDSB ha finora rifutato di rendere noti i parametri forniti nella sua “Richiesta di Proposte”. Il personale “distinto” della VCI e del suo Board pensa che non siano c…i di nessuno.
E allora chi è stato “abbordato e consultato” dal Dillon Consulting e Maximum City a scopo di ottenere il parere richiesto per procedere con un consenso informato? 
Negli incontri, tre dei 14 “interessati” sono proprio i loro appaltatori: La VCI, il TCDSB e il loro personale dirigente.
Due altri rappresentano i presidi, i genitori e gli studenti della Regina Mundi e la Dante Alighieri. Nessuno degli attuali studenti alla Dante vedrà mai gli interni di una nuova struttura se non come eventuale ospite. 
Per massima garanzia di consenso, il personale e i dirigenti scolastici del TCDSB sono stati sempre presenti a tutti gli incontri di questo tipo.
Un altro interessato, il Centro Scuola, dipende dal TCDSB e funge da agenzia di viaggio informale per il direttivo, secondo testimoni che parlano sotto anonimato.
Il suo Capo potrebbe essere uno dei “leader culturali”, insieme ai rappresentanti della stampa e dei media che pubblicizzano a gran voce la campagna “Reimagine”. Nessun altro si è fatto avanti per sostenere il progetto.
Si sono svolte altre due consultazioni con i residenti e i familiari di Villa Colombo, Caboto Terrace e Casa Del Zotto, sempre alla presenza del personale dirigente della VCI. 
Gli stessi residenti che presumibilmente si trovano sotto continue pressioni della VCI di “accettare il progetto…oppure…”.
E ci sono altri due che comprendono i clienti e i membri del Columbus Centre, così come quelli del gruppo CASA. 
Quest’ultimo è decisamente contrario al progetto tanto da essere allontanato dalla VCI, nel processo delle consultazioni. Tra i clienti e i membri, questi sono scesi in piazza durante le proteste e le riunioni. 
È incerto anche quali “residenti della zona” formano il dodicesimo gruppo. Forse quello che è stato costretto a trasferirsi nella Sinagoga Beth Torah quando il TCDSB lo ha scacciato dalla Dante. O forse è il gruppo dei 400 che hanno firmato la petizione contro il progetto, proposta da un vicino che è andato porta a porta, ma al quale purtroppo è stato proibita la possibilità di presentarle al TCDSB.
Può darsi sia il gruppo dell’Associazione Glen long-Playfair (il tredicesimo) le cui decisioni sono state contaminate da due estranei alla zona, invitati dai Consulenti per sostenere i discorsi sul progetto. Uno di loro è un ex trustee, il quale cugino ha un appalto per provvedere le divise agli studenti della Dante.
Forse è il gruppo di genitori che il 9 gennaio scorso è stato invitato ad un aggiornamento alla Regina Mundi, dove io e un’altra persona abbiamo aspettato per quasi un’ora e un quarto, fino a quando [probabilmente chi doveva essere il preside] ha recuperato sulla strada un altro genitore remissivo e non-abitante in zona.
Il quattordicesimo gruppo è evidenziato come “politici locali”. Confesso di non sapere chi potrebbero essere: ogni assessore comunale ha votato più volte contro il progetto. Il deputato parlamentare federale di zona, con quattro dei suoi colleghi del caucus, ha rilasciato dichiarazioni contro la proposta. Il deputato provinciale della zona e il ministro Albanese, suo collega di gabinetto (che ha partecipato ad almeno tre riunioni sostenendo il gruppo di oppositori al progetto), insieme a diversi membri del parlamento provinciale hanno denunciato l’invalidità del progetto.
La Trustee Maria Rizzo è il solo “politico locale” a sostenere ardentemente il piano.
Il signor McGuckin, che è stato presente ad alcune consultazioni, consente che “una parte della comunità” si opponga, ma insiste nel riservarsi un giudizio al completamento della relazione.
È giunto forse il tempo che il governo della Premier Wynne lo aiuta a chiarirsi le idee.
 

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