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Falso sondaggio e persone false più che fake news

Falso sondaggio e persone false più che fake news

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TORONTO – Saranno tutti pugili quelli Toronto Catholic School Board e di Villa Charities Inc: sempre pronto a saltellare, a spostarsi, a sganciare o a pararsi con la la speranza di sferrare un colpo KO o di evitarlo.
Come imprenditori immobiliari che si sdoppiano in provveditori di servizi comunitari educativi e sociali, ultimamente sono apparsi sulle difensive riguardo le loro azioni opache e dubbiose, prevalentemente perché – come soci di una joint venture – sono stati accusati di usare dei beni di pubblica appartenenza per “interessi privati”.
Affermazione che potrebbe essere messa a tacere se il TCDSB avesse fornito una copia dell’atto di compravendita stipulato con la VCI nel 2015. O se avesse chiarito perché il partenariato ha bisogno di demolire il Columbus Centre.
È un dato di fatto che la “Comunità delle parti interessate” coinvolta,  ha dimostrato una schiacciante opposizione al progetto, in diverse occasioni. Il numero dei partecipanti ad ogni manifestazione ha superato di gran lunga le 300 unità. Petizioni e deleghe al TCDSB e presenze ai consigli comunali sono state ben preparate e consegnate.
Il TCDSB e la VCI hanno risposto con un discutibile processo di consultazione che comprendeva anche  un sondaggio randomizzato,  la cui mancanza di validità esprime l’altrettanta mancanza di professionalità da parte di chi ha richiesto il sondaggio.
Per prima cosa la Dillon Consulting e Maximum City hanno deciso di dare lo stesso peso a tutti gli intervistati/partecipanti alla consultazione. A tutte le dichiarazioni fatte e registrate è stato attribuito lo stesso valore – a prescindere da quante persone si siano espresse o quante volte l’abbiano fatto. È una strategia per minimizzare l’intensità e la frequenza dei punti di vista contrari. Ha l’effetto collaterale di diminuire anche il fattore di  fiducia e onestà di coloro che hanno chiesto loro di farlo. Per quanto riguarda il sondaggio (la proverbiale “ciliegina sulla torta”) condotto dalla Logit Research Etc, porta il marchio di ciò che l’industria chiama un’indagine SLOP (Self-selected listener opinion poll): il margine di errore non è calcolabile, a prescindere dalla grandezza del campione. Non importa quando zucchero c’è intorno al bicchiere, la pillola resta sempre amara.
Ma in realtà, cosa stavano sondando? L’approvazione pubblica per la demolizione del Columbus Centre? NO! Il consenso pubblico sulla proposta di 3.000 appartamenti progettati per la zona di Dufferin Street, Lawrence e Playfair Avenues? NO! Nessuna di queste cose sono state menzionate nel sondaggio.
Dopo aver comunicato che il motivo era “di capire l’uso dei servizi di sociali nel loro quartiere” veniva chiesto agli intervistati di rispondere ad una descrizione lusinghiera di un centro inter-generazionale che raggruppasse tutte le “comodità della vita” incluso un asilo infantile. E non hanno ricevuto un consenso unanime al 100%! Immaginate un po’!
Come mai? Intanto, nella zona dove è stato condotto il sondaggio ci sono almeno una decina di hub/ centri comunitari (esclusa la scuola). E poi il sondaggio è stato condotto esclusivamente in inglese – privando in tal modo di esprimersi ai circa ventimila residenti o più che usano principalmente o esclusivamente la lingua italiana nella vita di tutti i giorni.
Se si osserva la cartina inclusa nella foto, si capirà che alla Logit è stato dato un numero intorno al quale costruire un risultato. La logit ha continuato a contattare individui per otto giorni fino a quando non ha trovato 400 persone, disposte a spendere 10-15 minuti, per rispondere a domande necessarie a “giustificare” quel numero dato. Non siamo a conoscenza di quante telefonate siano state effettuale per arrivare a 400 interlocutori favorevoli a trascorrere quei minuti con uno sconosciuto – senza interesse.
Solo il 18% di coloro che hanno risposto aveva visitato il Columbus Centre nell’ultimo anno; solo il 16% ha dichiarato di coabitare con qualcuno che parlasse italiano. E solo il 16% degli intervistati vivono nella zona civica vicinissima al Columbus Centre, con codici postali M6B, M6C.
Perché questa ultima “finta e gancio”  dalla Partenership/Appaltatrice? Per soddisfare una mozione presentata al TCDSB il 26 novembre scorso, richiedente una relazione consultiva, che dimostri un consenso “travolgente” verso il progetto, pena l’annullamento e l’invalidità dell’accordo di partenariato e l’accordo di compravendita del Columbus Centre da parte del TCDSB.
Il Direttore all’Istruzione Rory McGuckin e la Trustee Maria Rizzo hanno attestato con fermezza, durante quella riunione, di non avere un metro per quantificare il termine “travolgente”.
 

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