CorrCan Media Group

Columbus Centre: Una vittoria di tutti, non solo degli italiani

Columbus Centre: Una vittoria di tutti, non solo degli italiani

TORONTO – Nella lunga e difficile battaglia per il Columbus Centre la comunità italocanadese non è stata sola. Al suo fianco si sono schierate tantissime persone le cui origini non sono da ricercare nel Belpaese: oltre a canadesi di origine polacca, portoghese, tedesca, inglese, a dare man forte agli italiani è stata in gran numero la comunità ebraica. 
Con una sua lettera inviata al Corriere Canadese Emily Helgersen Guccione mette in luce proprio questo aspetto della lotta per scongiurare la demolizione del Columbus Centre.
 “In una mia lettera precedente avevo già messo in evidenza la mia osservazione che il centro, pur se è una icona della comunità italocanadese, non è solo un punto di riferimento per le persone di origine italiana – scrive Emily Helgersen Guccione – ora, alcuni mesi dopo, la mia osservazione trova conferma in seguito alla battaglia, alla fine vinta, per  salvare il Columbus Centre”.
Emily Helgersen Guccione riconosce ovviamente il merito della comunità italiana – inclusi gli mpp Mike Colle e Laura Albanese – che hanno difeso l’esistenza del centro comunitario, ma fa notare come un certo numero di leader politici non italiani abbiano avuto un ruolo importante. “Ultima in ordine di tempo è stata il ministro dell’Istruzione dell’Ontario Indira Naidoo-Harris che a giudicare dal suo nome di battesimo e dal cognome da nubile deve essere originaria dell’Asia meridionale, che ha posto uno stop definitivo all’assegnazione dei 32.8 milioni di dollari del governo per un progetto che avrebbe ridotto in macerie il Columbus Centre – dice la Helgersen Guccione – il suo predecessore Mitzie Hunter, che è  di colore, ha preso in precedenza una decisione simile, anche se su base più provvisoria. Inoltre John Tory e Kathleen Wynne – entrambi membri della United Church of Canada, sebbene Tory abbia apparentemente origini ebraiche – ha partecipato a una marcia per proteggere il centro”.
Emily Helgersen Guccione fa notare anche il sostegno ricevuto dagli ebrei di Toronto anche al di fuori del campo politico affermando che la sinagoga di Beth Torah a Toronto ha permesso che il suo edificio fosse usato per un incontro per discutere del futuro del Columbus Center quando il provveditorato cattolico di Toronto ha negato l’uso di una sua scuola per la riunione. “Un certo numero di ebrei che usano regolarmente il Columbus Centre hanno scritto lettere al Corriere esprimendo il loro sostegno per il centro. Penso che il grande numero di membri ebrei del centro sia dovuto non solo alla grande comunità ebraica che risiede nella zona, ma anche al fatto che gli ebrei si sentano a proprio agio nell’ambiente del Columbus Centre”, aggiunge la lettrice del giornale. Quel che comunque la Helgersen Guccione vuole mettere in luce è l’importanza di uscire al di fuori dei propri confini di comunità e di guardare alla società nel suo complesso:  “Credo quindi che per continuare a mietere successi il Columbus Centre non dovrebbe solo continuare a ‘predicare ai convertiti’ (cioè agli italocanadesi), ma rivolgersi  anche alla comunità più ampia”.
È una vittoria, questa del Columbus Centre, che gli italocanadesi  sono felici di condividere con chi, come loro, ha creduto in questa battaglia e si è schierato al loro fianco. Grazie di cuore.
 

Comments are closed.