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Columbus Centre: “Direttori di Villa Charities fatevi da parte”

Columbus Centre: “Direttori di Villa Charities fatevi da parte”

TORONTO – Pavimenti della palestra sporchi, gradini delle scale riparati con del nastro adesivo, ruggine negli armadietti, soffioni delle docce arrugginiti, lampadine fulminate mai sostituite, muri sporchi, muffa e piante abbandonate. E l’elenco potrebbe ancora continuare. 
Il Columbus Centre versa in uno stato di degrado che ogni giorno che passa diventa più grave. Arrestarlo e rimettere in sesto il centro comunitario è il minimo ora che il progetto congiunto con il Toronto Catholic District School Board è stato annullato – così è stato detto – che il board di Villa Charities Inc. (VCI) dovrebbe fare. Questo è quanto si aspettano i 4.000 membri del centro comunitario italian-style che usufruiscono quotidianamente delle sue strutture. «I direttori di Villa Charities continuano a ignorare le loro responsabilità di fiduciari – dice Ian D. MacDonald, fondatore della Columbus Athletic and Social Association (CASA) – nonostante la rottura dell’accordo con il TCDSB  e la recente divulgazione del contratto di partnership che ha rivelato la decisione di costruire condomini nel campus del Columbus Centre – cosa negata fino ad allora – questi direttori continuano a non voler collaborare con CASA per riportare il Columbus Centre  allo splendore degli anni precedenti il 2015».
Non necessitano di essere accompagnate da alcuna descrizione la seconda serie di fotografie scattate da membri del Columbus Centre che pubblichiamo a corredo di questo articolo, così come esplicative sono state quelle già apparse sul Corriere lo scorso 14 marzo. Sono immagini che parlano da sole. 
Dallo scorso 14 febbraio, data in cui il ministro Indira Naidoo-Harris ha comunicato il blocco dello stanziamento dei 32.8 milioni di dollari al provveditorato cattolico di Toronto per il progetto congiunto con VCI, è trascorso oltre un mese, ma i direttori del board di Villa Charities Inc. non hanno mosso un dito. Nessuna apertura al dialogo, nessun passo verso una collaborazione in seguito all’appello lanciato da CASA per rimboccarsi assieme le maniche e fare del Columbus Centre un luogo di cui essere orgogliosi, il vanto della comunità italiana di Toronto. «I membri del Columbus Centre  non vogliono che una manciata di direttori non eletti, con i loro programmi personali, possano promuovere in futuro progetti che compromettano il benessere a lungo termine del Columbus Centre – continua MacDonald – i membri hanno parlato chiaro e all'unanimità: vogliono un board eletto democraticamente responsabile di Villa Charities».
MacDonald, così come le altre persone che frequentano il Columbus Centre non hanno intenzione di stare più a guardare. Per troppo tempo il Columbus Centre è stato abbandonato a se stesso, nessuna riparazione, nessuna manutenzione, anche la pulizia lascia ormai a desiderare. 
Nonostante le menzogne venute fuori dalla divulgazione del progetto tenuto segreto per lungo tempo che ne prevedeva la demolizione, CASA e la comunità hanno invitato il board di Villa Charities Inc. ad agire per migliorare le condizioni della struttura sportiva e sociale. 
La richiesta contenuta in una lettera inviata dal fondatore di CASA al Chair of Villa Charities’ Board of Governors Aldo Cundari  non sembra essere stata presa in considerazione. Intanto le condizioni del Columbus Centre peggiorano sempre di più. «Anche se abbiamo vinto un’importante battaglia per “salvare” il Columbus Centre, chiaramente non avremo vinto la guerra  fino a quando gli utenti di questa struttura non riusciranno ad esercitare il controllo su questo board – dice senza giri di parole MacDonald –  i direttori del board non stanno assolvendo al loro compito di fiduciari, non stanno gestendo il Columbus Centre a beneficio della comunità italocanadese e di conseguenza dovrebbero dimettersi».
Tutti coloro che hanno lottato per tenere lontane le ruspe dal Columbus Centre sono pronti a rimboccarsi le maniche e unirsi per farlo rinascere. 
Se il board di Villa Charities Inc. accarezza altri progetti o comunque non ha intenzione di far parte di questo disegno, dovrebbe avere a questo punto il buon gusto di farsi da parte.
 

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