Colle scrive alla Wynne: “Nomini un investigatore provinciale”

di Mariella Policheni del January 22, 2018
TORONTO - La comunità non abbassa la guardia. Si fa sempre più insistente la richiesta di un investigatore provinciale per far luce sull’accordo stipulato dal Toronto Catholic District School Board  (TCDSB) e Villa Charities Inc. (VCI).
Mentre coloro che non vogliono che il Columbus Centre venga demolito continuano a inondare di lettere il ministero dell’Istruzione, il deputato provinciale di Eglinton-Lawrence Mike Colle scrive direttamente alla premier Wynne. “I dettagli dell’accordo tra TCDSB e VCI non sono stati resi pubblici. Oltre ai $32.8 milioni stanziati nel 2011, nel 2015 il TCDSB ha acquistato tre acri di terra dalle Sisters of the Good Shepherd per $18 milioni, ma ha rifiutato di rendere pubblici i piani per l’utilizzo futuro di questo acquisto - scrive l’mpp - la comunità sta chiedendo perché il Columbus Center deve essere demolito per costruire una nuova struttura di uso comune quando il TCDSB possiede già oltre 16 ettari di terreno nella zona in cui una nuova scuola potrebbe facilmente essere costruita”. 
Il deputato Mike Colle sta sostenendo con passione la comunità che non vuole che il Columbus Centre diventi un cumulo di detriti: dopo aver chiesto e ottenuto dal ministro Hunter il blocco dei 32.8 milioni di dollari stanziati al TCDSB, per ben due volte è intervenuto a Queen’s Park per far presente la problematica che sta facendo infuriare la comunità italocanadese, ma anche persone che non hanno le origini nel Belpaese. “I membri della comunità hanno chiesto che i dettagli di questo accordo segreto siano resi pubblici. Tuttavia, quando hanno presentato una Freedom of information request,  sono stati informati che i documenti richiesti potevano essere resi pubblici solo se avessero pagato $ 13.000 - continua Colle - Le scrivo per chiederle di nominare un investigatore provinciale per esaminare l’accordo e le spese finanziarie tra il provveditorato cattolico di Toronto (TCDSB) e Villa Charities Inc. (VCI) che chiede la demolizione del Columbus Center - un luogo di grande importanza culturale e patrimoniale - e la costruzione di una struttura ad uso congiunto da condividere tra gli studenti della Dante Alighieri High School ed i membri dell’attuale Columbus Centre”.
Colle aggiunge che “ai sensi delle sezioni 230 e 257.30 dell’Education Act, il ministro della pubblica istruzione ha l’autorità di nominare un investigatore per esaminare gli affari finanziari e amministrativi del TCDSB nelle circostanze previste dalla legislazione”. 
La missiva di Colle non tralascia nulla: l’mpp fa presente alla premier “la mancanza di trasparenza delle consultazioni pubbliche di VCI, il diniego avuto dal board cattolico di poter usufruire della Dante o della Regina Mundi per organizzare un meeting con la comunità, l’accordo segreto da 70 milioni di dollari e le centinaia di migliaia di dollari in consulenti, architetti e pianificatori senza alcuna responsabilità pubblica o trasparenza per queste spese”. 
I punti da delucidare sono davvero tanti, ma la comunità non demorde e chiede che venga fatta chiarezza. Dal momento che il TCDSB è un ente pubblico ne ha tutto il diritto.

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TORONTO - Pensare che il Columbus Centre possa diventare un cumulo di detriti, per chi per la sua nascita ha dedicato anima e corpo non è facile. Dopo quella di Paul Ariemma, che ha ricoperto al tempo la carica di executive director dell’Italian Canadian Benevolent Corporation (ICBC) è Tony Fusco, uno dei fondatori, a scrivere un’altra lettera poco prima che il rapporto delle consultazioni pubbliche fosse presentato al Toronto Catholic District School Board. 
Una lettera - che pubblichiamo in questa pagina - breve, ma piena di amarezza e ironia. 
Fusco, nella lettera inviata a Con Di Nino, Tony Varone, Domenic Alfieri, Joseph Baglieri e Ian MacDonald - avanza l’ipotesi che il destino del centro comunitario degli italocanadesi sia già stato deciso e che la ciliegina sulla torta sia rappresentata dal rapporto delle consultazioni pubbliche - rapporto condotto peraltro in modo improprio, con una metodologia distorta - che con il 55 per cento di persone a favore del progetto del Toronto Catholic District School Board e di Villa Charities Inc. decreta, se così si vuol dire, la demolizione del Columbus Centre.
I risultati hanno sconvolto, e continuano a sconcertare la comunità che da mesi fa presente in tutti i modi la sua disapprovazione al progetto che implica la distruzione del Columbus Centre: dal rapporto stilato da Maximum City e Dillon Consulting, emerge anche che il 31 per cento degli interpellati è neutrale mentre solo il 14 per cento si oppone alla demolizione del centro comunitario.

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