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Djokovic espulso dall’US Open per aver colpito una giudice

Djokovic espulso dall’US Open per aver colpito una giudice

Djokovic espulso dall’US Open per aver colpito una giudice

NEW YORK – Il numero uno del mondo del tennis maschile, Novak Djokovic, ha fatto una ’mattana’ e l’ha pagata subito cara. È stato infatti espulso dagli US Open – in corso sui campi di Flushing Meadows, a New York – per aver colpito una giudice di linea con una palla scagliata con violenza.

Domenica pomeriggio, mentre era impegnato nel suo ottavo di finale contro lo spagnolo Pablo Carreño Busta – al termine dell’undicesimo gioco del primo set e subito dopo aver perso il servizio – il 33enne giocatore serbo si è avviato verso la propria panchina, ma prima di farlo ha scagliato una palla alle sue spalle, senza guardare, ma centrando alla gola una giudice di sedia che si è accasciata al suolo manifestando problemi di respirazione (nella foto, a sinistra).

Accortosi subito della sciocchezza appena fatta (tecnicamente definita dal codice dell’ATP come “ball abuse”), Nole si è recato dalla giudice di linea colpita per assicurarsi delle sue condizioni e chiederle scusa.

Su chiamata del giudice di sedia sono però intervenuti il direttore del torneo ed il supervisor, i quali – applicando il codice alla lettera – hanno squalificato ’Nole’ dal torneo.

Djokovic ha poi scritto su Twitter: “Ho sbagliato, mi dispiace. Devo lavorare sulla mia delusione e trasformare tutto questo in una lezione”.

Così il torneo dello Slam, già orfano di Federer e Nadal – che temendo il Covid-19, a New York non ci sono nemmeno andati – perde ora anche il numero uno del mondo, spalancando così la porta agli outsider.

All’indomani della squalifica di Novak Djokovic, va ricordato che un caso analogo si era già verificato, nel 2017, durante la sfida di Coppa Davis tra Canada e Gran Bretagna. In quell’occasione l’allora 18enne Denis Shapovalov venne anch’egli squalificato quando – dopo aver scagliato con rabbia una palla, per un servizio perso contro Kyle Edmund – centrò in pieno il giudice di sedia.

Come per Djokovic, Shapovalov non aveva intenzione di colpire l’arbitro, ma la reazione di scagliare la pallina fu considerata volontaria e fu applicata la regola del “ball abuse”, proprio come accaduto domenica al numero uno al mondo.