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US Open: Bianca e Rafa, generazione di fenomeni

US Open: Bianca e Rafa, generazione di fenomeni

TORONTO – Generazione di fenomeni è il titolo di una canzone degli Stadio, anche loro vincitori del più importante ’trofeo’ della musica italiana, il Festival di Sanremo del 2016 (con il brano Un giorno mi dirai, ndr).

Ma i fenomeni di cui vogliamo parlarvi e che hanno appena vinto uno dei trofei più ambiti dai tennisti di tutto il mondo – gli US Open di New York – sono Bianca Andreescu e Rafael Nadal.

La giovane canadese, appena 19enne, ha vinto il torneo americano – uno dei quattro dello Slam (insieme a Roland Garros, Wimbledon ed Australian Open) – alla sua prima partecipazione nel tabellone principale, asfaltando una leggenda vivente del tennis femminile come Serena Williams e battendola per la seconda volta consecutiva, dopo il trionfo nella Rogers Cup di Toronto.

L’altro fenomeno non ha bisogno di presentazioni, ma mette i brividi solo a ricordarne il palmarès: 19 titoli dello Slam (solo uno in meno rispetto a Roger Federer, che ne ha vinti 20), 84 tornei di singolare ed altri 11 di doppio conquistati in carriera, 1.163 partite disputate nel circuito professionistico ATP in 16 anni, dal 2003.

Ancora, il maiorchino ha conquistato ben quattro trofei di Coppa Davis con la nazionale spagnola e due medaglie d’oro alle Olimpiadi, una in singolare a Pechino nel 2008, l’altra in doppio a Rio de Janeiro nel 2016.

Insomma, una incredibile bacheca ricca di trofei, alla quale ha aggiunto (domenica scorsa) il quarto titolo in singolare dello US Open, dopo quelli conquistati nel 2010, 2013 e 2017.

Il ruolo di vittima sacrificale stavolta è toccato al russo Daniil Medvedev, 23 anni ed attuale numero 4 del mondo, un concentrato di forza e volontà tipica delle sue latitudini, ma non sufficiente ad arginare lo strapotere di Rafa, nonostante le sue 33 primavere.

Quasi cinque ore di gioco non hanno scalfìto la potenza dei colpi del toreador spagnolo, che ha per così dire ’incornato’ il toro russo, col punteggio finale di 7-5, 6-3, 5-7, 4-6, 6-4.

Certo, Rafa qualche brivido lungo la schiena lo ha sentito, prima quando si è visto recuperare da due set a zero di vantaggio, poi quando il russo gli ha strappato il servizio all’inizio del secondo set, portandosi sul 2-0 a suo favore.

Ma Rafa, si sa, non molla mai perché è dotato di qualità psicofisiche che solo pochi atleti nella storia hanno potuto vantare, paragonabile ai Carl Lewis dell’atletica o ai Mohamed Ali della boxe.

Insomma, un fenomeno. Ma alla fine si è mostrato ’umano’ anche lui ed ha pianto dopo l’ennesima grande vittoria. Rafael Nadal, da Manacor.

Giorgio Mitolo

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