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Una baguette imbottita con Muslera, inglesi avanti con le palle alte

Una baguette imbottita con Muslera, inglesi avanti con le palle alte

TORONTO Il mondiale è diventato un europeo. Le quattro semifinaliste sono tutte del vecchio continente, il Sud America è completamente fuori come è fuori la squadra del paese ospitante, la Russia. In corsa per il titolo sono rimaste Belgio, Croazia, Francia e Inghilterra.
Ecco spigolature e dati curiosi notati in tv nelle partite di venerdì e sabato.

Russia, maledetti rigori

La lotteria dei rigori ha premiato per la seconda volta la Croazia che ha eliminato la Russia nella partita che ha alternato momenti noiosi di non calcio con lampi di bel gioco. Onore ai padroni di casa che hanno disputato un mondiale al di sopra delle aspettative e che in ogni partita hanno lottato senza mai risparmiarsi. Quando il terzino Fernandes ha realizzato la rete del 22 mancava poco alla fine e in quei minuti restanti anche Putin sperava nel miracolo. Invece i croati hanno stretto i denti e nei supplementari hanno rischiato di vincere, e di…perdere. Anche i russi hanno avuto le loro chances. Poi dal dischetto Modric e compagni sono stati più freddi, aiutati, non poco, dal loro portiere pararigori -Subacic che contro i danesi ne aveva neutralizzati tre, due contro i russi, uno parato, l’altro è sfrecciato fuori e Fernandes è passato dall’altare del primo gol, alla polvere del penalty sbagliato. Il portiere pararigori croato, Subacic, ha giocato gli ultimi minuti con una mezza gamba a causa di un infortunio muscolare. Se non si rimetterà in tempo l’Inghilterra, nella semifinale di martedì avrà un ulteriore vantaggio, oltre al fatto che aronterà una Croazia più stanca, reduce da due partite finite al 120mo.

Le palle alte degli inglesi

Le palle alte e pedalare sono sempre state il pane e il companatico del calcio anglè. La nazionale dei tre Leoni ha usato questa sua arma per mettere fine al miracolo degli ammazza-azzurri svedesi. Due capocciate su altrettanti cross, il primo dal corner, hanno deciso una partita dove si è visto chiaramente che gli svedesi hanno raschiato il fondo del barile dei miracoli, mentre gli inglesi in questo mondiale appaiono meno spompati del solito. L’Inghilterra è fisicamente a posto, senza top player al quale dover dare sempre il pallone, il gioco passa per i piedi di tutti e produce palle-gol quasi esclusivamente con il gioco aereo. Il jolly del mister con il panciotto (ma lo sa che i gilet non sono più di moda?) è il saltatore Herry Maguire che sulle palle ferme è una minaccia costante. Non per niente è stato suo il gol che ha aperto la prima breccia nella nave dei vichinghi. L’Inghilterra ai mondiali del passato ha quasi sempre pagato lo scotto del loro campionato, lungo e stressante come nessun altro, ed il fatto che hanno sempre avuto portieri portati alle papere (eccetto Banks ai mondiali messicani del ‘70). Il goalie che hanno ora, Pickford, ha parato alla grande e al momento non ha commesso errori determinanti. Se continua non è escluso che la nazionale della regina Elisabetta vinca un seconda Coppa del mondo, da posizionare di fianco a quella rapinata alla Germania nel 1966.

Neymar e i Diavoli Rossi

I Diavoli Rossi hanno spedito all’inferno le speranze mondiali di Neymar e soci. Il Belgio ha eliminato l’ultima rappresentante del calcio sudamericano, meritatamente, grazie all’ottimo gioco di squadra, alle parate di Cortois e ad un bel pò di c…, pardon, fortuna. La dea bendata ha messo in salita la partita dei carioca con l’autogol di Fernandinho poi ha fatto in modo che tutti i rimpalli in area fossero a favore dei Diavoli.
In questo match dal vincere o morire i riflettori erano sui numeri 10. Il migliore dei due è stato quello in rosso (Hazard) che ha giocato per la squadra e con la squadra. Il 10 giallo (Neymar) ha palleggiato come fa di solito, per se stesso. Si è impegnato, ha corso e combattuto, ma i suoi aondi in area non hanno prodotto risultati concreti. Una volta sola ha tirato bene in porta, ma il portiere dal naso alla Coppi gli ha detto di no. Neymar è uno dei grandi del momento, ma non è ancora un grandissimo e difficilmente lo diventerà. Da solo non vincerà mai partite importanti, men che mai il mondiale. Il suo sembra un destino alla Messi: primeggiare sempre e dovunque, eccetto quando c’è da mettere le mani sulla Coppa del Mondo.
Il Belgio contro il Brasile non ha stupito. Ha giocato la partita perfetta, o quasi. Il tecnico che somiglia all’ex interista Cambiasso ha costruito uno squadrone, fortissimo a centrocampo e in attacco, un pò meno in difesa dove però l’uomo ragno, Cortois, ha fatto il fenomeno. I Diavoli Rossi hanno lasciato il pallino del gioco ai Carioca, ma quando attaccavano lo facevano in tre, e subito dietro ne salivano altri quattro. Quando partiva il contropiede, erano giocate al fulmicotone che mettevano in aanno la lenta difesa avversaria. Per le occasioni create, il Belgio avrebbe potuto vincere più largamente senza restare col fiato in gola fino all’ultimo istante. Neymar si è dato da fare, provando i suoi numeri migliori, controlli danzanti ed aondi in area. Ma ha dialogato poco con i compagni senza avere occasioni per le sue arcifamose sceneggiate. Ci ha provato una volta quando si è tuffato dopo essere stato sfiorato da un Diavolo Rosso, ma l’arbitro era a due passi, ha visto la simulazione, senza ammonirlo, come sarebbe stato giusto.
Ora per il Belgio c’è la Francia con la quale divide il confine e la lingua. Entrambe le squadre hanno un solidissimo impianto, Ct competenti e fuoriclasse in ogni reparto. Che vinca il migliore, io mi auguro sia il Belgio.

La baguette di Muslera

C’è modo e modo di esultare. Un francese lo ha fatto con una baguette, che sarebbe il loro filoncino di pane. Non è dato di sapere cosa ci fosse dentro, forse una fetta del formaggio roquefort (simile al gorgonzola), o forse una figurina di Muslera. In ogni caso “les enfants de la patrie” si sono pappati gli uruguagi senza problemi , timbrando il pass per la semifinale con una capocciata e una paperissima. La testa ce l’ha messa monsieur Varane, la paperissima è stata servita dall’ex portiere della Lazio, Muslera, ora ai turchi del Galatasaray, che ha opposto mani di burro al tiretto di Griezman. Les Blues hanno vinto con merito, ma va segnalato che l’Uruguay non aveva il suo loro mejor hombre (Cavani) senza il quale il Luisito Suarez non ha potuto azzannare – figuratamente e letteralmente nessuno. Va detto che l’erede designato al trono di superstar, Mbappé, ha fatto pochino probabilmente perchè aveva sempre tra i piedi le treccine di Lextal. Inoltre va aggiunto che quel marcantonio dell’arbitro argentino Nestor Pintana ha arbitrato bene, eccetto in un’occasione: su corner uruguagio il centravanti francese Giroud ha quasi tolto i pantoloncini al centrale Godin. La tirata è stata al di sotto della cintura, poteva essere rigore. C’est la vie… Va aggiunto, per concludere, che per la prima volta da una vita il Pallone d’Oro di quest’anno non lo vincerà nè Ronaldo, nè Messi, neanche Neymar.

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