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Un classico: l’Oratorio di Natale di Bach

Un classico: l’Oratorio di Natale di Bach

TORONTO – Nell’ambito musicale la festa del Natale è stata anche l’occasione ispiratrice non solo di canti celebrativi, ma di vere opere che portano la firma di insigni compositori, come per l’Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach.
È considerata una delle più celebri ed eseguite composizioni sacre di questo musicista nato nella Turingia, regione tedesca, nel 1685 e scomparso a Lipsia nel 1750. 
Intanto una curiosità sul suo cognome, andrebbe pronunciato Bax, mentre ormai è famoso in tutto il mondo come Bak. 
La sua era già una famiglia nota per la dedicazione all’arte della musica, a tal punto che il cognome Bach era diventato, nelle cittadine della Turingia, sinonimo proprio di “musicista”, e  ben per sette generazioni i Bach continuarono ad esserlo.
Il compositore, di indiscussa fama mondiale, già da piccolo fu avviato a tale pratica, seguendo le orme del padre che ricopriva la carica di “musicista civico”, dedicato cioè all’organizzazione delle musiche profane, ma era anche  supervisore degli aspetti musicali in chiesa, compreso il lavoro dell’organista. 
A diciotto anni, quando si era già perfezionato come clavicenbalista e già componeva brani musicali, fallì un’audizione come organista, 
In realtà fu vittima dei favoritismi che l’allora principe di Sassonia riversò su un suo protetto.
Mi verrebbe da dire “ogni mondo è paese” e in ogni epoca, del resto anche Giuseppe Verdi non fu ammesso al Conservatorio di Milano ed è diventato ugualmente quello che è. La storia poi, fa giustizia. 
Bach fu molto influenzato dalle musiche italiane, in particolar modo da quelle di Vivaldi, di cui trascrisse numerosi brani.
Ciò che lo attirava particolarmente era il Concerto Grosso all'italiana, per l'alternarsi dei grandi ripieni dove sono coinvolti tutti gli strumenti dell'orchestra e il "concertino" dove invece spiccano gli strumenti solisti.
Per gran parte della sua vita Bach fu maestro d'organo nelle chiese e nelle corti, dedicandosi alla musica sacra. Fu anche Cantor e Director Musices, impegnandosi nell'insegnamento del canto e nella composizione settimanale di musiche per le due chiese principali di Lipsia. 
Per i giorni delle Feste più importanti come il Natale, il Venerdì Santo e la Pasqua la sua penna si espresse in composizioni di rara bellezza, tra i quali appunto l’Oratorio di Natale, un insieme di sei cantate per i tre giorni centrali della festa, 25, 26 e 27 dicembre, ispirandosi al racconto del Vangelo di Luca e il giorno di Capodanno, la domenica dopo Capodanno e il giorno dell'Epifania.
Le sei cantate dai rispettivi titoli: Nascita di Gesù, Annuncio ai pastori, Adorazione dei pastori, Imposizione del nome, Arrivo dei Re Magi, Adorazione dei Re Magi, descrivono musicalmente l'atmosfera celestiale di quei giorni, ricchi di pathos e di una sensibilità unica che rendono i brani particolamente suggestivi.
Bach seppe distribuire con sapiente maestria arie e corali che scorrono sulla narrazione dell'evangelista. Il coro iniziale esprime tutta la magnificienza per l'opera divina della nascita del Bambino, festoso, celebrativo, fino al momento in cui la tromba, simbolo regale, accompagna la voce di basso solista che narra le meraviglie del Signore.
Troppo spesso sostituito dal Messia di Haendel, l’Oratorio di Natale andrebbe riscoperto e proposto più frequentemente nei concerti natalizi, per la sua gaiezza e la raffinatezza della sua composizione.
Splendida l’esecuzione dell’ensemble austriaca Concentus Musicus Wien, sotto la direzione del maestro Nikolaus Harnoncourt, del quale vi propongo il link, per un’ora e venti minuti di soavità che vi trasporteranno nell’atmosfera giusta della festa imminente.
 
Guida all'ascolto: https://www.youtube.com/watch?v=98UjjwzJB
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