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Un cantautore canadese e la storia di un suo successo

Un cantautore canadese e la storia di un suo successo

TORONTO – Anche il Canada ha le sue glorie nel firmamento musicale classico pop. Uno che certamente anche più generazioni italiane ricorderanno è Paul Anka.
Nato a Ottawa nel 1941,  ha venduto milioni di copie della sua canzone “Diana”, diventando tra i primi dieci idoli degli adolescenti del suo tempo, con un talento formidabile come compositore. 
Ha fatto anche l’attore, il presentatore di spettacoli televisivi e ha scritto brani per Frank Sinatra e Tom Jones. Torna a dominare le classifiche nel 1974 con il duetto “You’re having my baby”. 
Da ragazzino aiutava i suoi genitori nel ristorante di famiglia, “La Locanda”, nome italiano che favoriva probabilmente l’attività di un’umile famiglia di origini libanesi, meta tra le preferite di giornalisti, politici e uomini d’affari nella capitale. 
Ma i suoi sogni erano focalizzati a una vita sul palcoscenico. “Ero un bambino precoce, e anche aggressivo” ha dichiarato egli stesso, “credo che i miei genitori sapevano di avere un figlio strano”.
Dopo essere andato a Los Angeles a quindici anni e poi a New York, a Manhattan incontra Don Costa, uno dei dirigenti della Abc/Paramount Records, convincendolo ad ascoltare alcuni minuti delle sue composizioni. Di lì a pochi giorni il papà di Paul dovette recarsi nella Grande Mela per firmare il contratto del figlio che era ancora minorenne.
Diventò così famosa “Diana”, canzone scritta per una ragazza, la sua prima cotta. E poi brani come “Lonely Boy”, “Put your head on my shoulder”, “You are my destiny”.
“La mia vita è finita” dichiarò Paul Anka, “mi trovo ora su un altro pianeta”. Centinaia di ventenni ballavano e si innamoravano con le sue canzoni. Nella sua città canadese però una grande delusione: i giovani di Ottawa non gradirono il suo concerto nel 1956, lo riempirono di voci disapprovanti e lui non vi cantò per futuri decenni.
Arriva anche in Italia e nel 1964 partecipa alla più importante manifestazione canora del paese, il Festival di Sanremo, con “Ogni volta”. Ricordando questo brano a un giovane di allora mi sono sentita rispondere: “Queste erano canzoni, non quelle di oggi che non hanno senso!” 
Senza dubbio il sentimentalismo espresso da quel giovane canadese che cantava anche in italiano, è rimasto impresso nella mente di chi è stato giovane, come lui, negli anni ‘60. 
I tempi cambiavano, così anche i gusti musicali.
Cominciavano a farsi strada i Beatles e i Rolling Stones che prevalevano sulle canzoni romantiche. Le etichette musicali misero un po’ da parte Paul Anka e lui decise di riacquistare per 250mila dollari i diritti d’autore della sua musica.
Si lancia nella carriera di compositore, la sigla per “The Tonight Show” venne eseguita circa un milione e 400mila volte. I diritti di questo brano solamente fruttarono a Paul Anka da 800mila a 900mila dollari l’anno. 
Una sera a cena, il grande Frank Sinatra  chiese a Paul Anka di scrivergli qualcosa, si era stancato della sua attività, ne aveva le scatole piene, ma voleva fortemente che il canadese gli scrivesse qualcosa. Sedutosi al pianoforte, il crooner nordamericano si ricordò di una melodia francese che lo aveva colpito anni prima, le parole forti che aveva usato Sinatra fecero parte dell’inciso, solo lui poteva dare al brano quella forza, quel potere necessario, anche se sono state poi centinaia le versioni interpretate. 
“Ho sbagliato tante cose, altre ne ho realizzate,  ed ora che bisogna fare un bilancio posso essere soddisfatto perché ho vissuto come ho voluto io”.  Sinatra non la scelse come epitaffio da incindere sulla sua tomba, preferì un altro successo che diceva “Il meglio deve ancora venire”. 
“My way” potrebbe essere il testamento spirituale di un artista, Paul Anka, che, con più di 120 album, dieci milioni di copie vendute, oltre 900 canzoni che portano la sua firma, per oltre cinquant’anni in vetta alle classifiche al suo attivo, non vuole riposarsi sugli allori, giustificandosi: “Se non sei sempre in movimento, la polvere ti si accumula addosso”.
 
Guida all’ascolto: https://www.youtube.com/embed/5AVOpNR2PIs
 
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