CorrCan Media Group

Tatuaggi: ancora in forse la fine di una moda

Tatuaggi: ancora in forse la fine di una moda

TORONTO – Sono recentissimi e allarmanti i risultati di una ricerca medica riguardante i potenziali  effetti sulla salute di chi decide di farsi dei tatuaggi. 
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Scientific Report e approfondita da un team coordinato da Ines Schreiver, dell’Istituto Federale tedesco per la valutazione dei rischi. Per effettuare la ricerca è stato utilizzato il più potente dei microscopi e la luce di sincrotone. 
Secondo  studio, alcune particelle dei colori usati  viaggiano all’interno di vene e arterie nel sangue di chi ama questa moda fino a raggiungere persino i linfonodi.
 È ancora un po’ presto per capire quali siano le conseguenze future per la salute. Si continuano a esaminare campioni di persone che hanno manifestato reazioni allergiche alla pratica che inserisce sottopelle, tramite punture, disegni indelebili.
Quello che è stato già accertato è che in tutti i casi si registra un rigonfiamento dei linfonodi, le sentinelle del nostro sistema immunitario. Sappiamo già che gli inchiostri contengono conservanti e contaminanti come il nichel, il cromo, il manganese, il cobalto e il biossido di titanio, sostanze che rendono i colori più brillanti e duraturi “a fior di pelle”, ma resta da vedere cosa causano all’interno del corpo umano.
Il tatuaggio, da Tattow e poi Tatoo che deriva dall’antico Tau Tau (parola onomatopeica che riproduceva il suono del picchiettare sull’ago) e già qui – a me che sono una gran fifona – viene la pelle d’oca, è una pratica che potrebbe risalire a ben cinquemila anni fa.
È Otzi, la famosa mummia rinvenuta sulle Alpi nel 1991 e datata dagli studiosi circa 5300 anni, testimone di tracce che fanno risalire ai primi tatuaggi. Poi si passa per l’Egitto, si risale ai Celti, ai Britannici e ai Crociati, dopo i quali sembrano scomparire dall’Europa ma aumentare nei Paesi orientali.
Tante le curiosità a proposito: quando le ragazze tahitiane non erano più bambine, il loro lato B veniva tatuato di nero, gli abitanti delle Hawaii se sofferenti, si tatuavano tre punti sulla lingua,  mentre nel Borneo gli indigeni si tatuavano un occhio sul palmo delle mani come guida spirituale che li avrebbe aiutati nel passaggio all’aldilà. 
Nel 1891 “l’ago”, pennello doloroso per il tatuaggio, viene sostituito dalla prima macchinetta elettrica, inventata e  brevettata dal newyorkese  Samuel O’Reilly. 
Negli anni ‘70 e ‘80 movimenti quali i punk e i bikers adottano il tatuaggio come simbolo di ribellione ai precetti morali predicati dalla società.
Oggi il tatuaggio è l’espressione di un modo di essere, un manifesto di ciò che segna la propria vita, che porta a conoscenza un credo, un evento, un incontro, una convinzione. Funzione esorcizzante? Psicoterapeutica? Secondo la psicoanalisi, chi sceglie di farlo sulla parte sinistra del corpo è per natura pessimista, mentre chi preferisce la parte destra, che rappresenta il futuro, ha un carattere solare, aperto ai cambiamenti.
Io non voglio giudicare le scelte di chi ama tatuarsi la pelle del corpo, non mi compete. Ciò che mi spaventa in questa pratica, a parte il dolore, è l’irreversibilità della scelta. Un tatuaggio è per sempre, più del diamante citato in uno slogan pubblicitario, anche se adesso si stanno sviluppando tecniche laser costosissime per la rimozione dei disegni sull’epidermide.
Mi fanno paura le malattie e i rischi che posso derivare da aghi infetti e contagio di Aids. Mi fa paura l’uso di colori e inchiostri potenzialmente cancerogeni. 
Mi fa paura la perdita di quella bellezza estetica della quale madre natura ci fa dono gratuitamente.  
Se nasciamo con un un neo indesiderato o con un angioma infantile, più conosciuto come “voglia” sulla pelle, facciamo di tutto per liberarcene. 
Ma la moda del tatuaggio non finirà, neanche se la ricerca ne cofermerà il danno per la salute. 
Così come non si smette di fumare, nonostante i casi di morte per tumore provocato dal fumo abbia raggiunto ormai percentuali spaventose.
 
More in Sport