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Sessant’anni fa “Mister Volare” spiccava il volo

Sessant’anni fa “Mister Volare” spiccava il volo

TORONTO – Aveva compiuto trent’anni da venti giorni e la sera del 29 gennaio 1958, quasi sessant’anni fa, per Domenico Modugno si avverava quel sogno, cantato con cuore e passione sul palcoscenico del Festival di Sanremo.
Il giovane artista vestiva uno smoking di colore azzurro, privilegio dei soli presenti nel teatro, perché  la televisione in bianco e nero non gli rendeva onore, ma evidenziava la sua teatralità. 
Modugno non era solo un cantante, il suo talento poliedirico quella sera si mostrò completamente al pubblico, quando allargando le braccia intonò quel ritornello destinato ad essere cantato in tutto il mondo, da cantanti di ogni lingua e colore, perché divenne “Volare… oh, oh…. cantare oh, oh, oh…” 
Difficile pensare a Domenico Modugno senza quel Blu dipinto di blu che lo lanciò non solo al primo posto della kermesse sanremese, ma in tutto l’universo musicale del globo terrestre.
Ribattezzata con il titolo di Volare, negli Stati Uniti vinse il Grammy Awards,  fu presentata  all’Ed Sullivan Show e finì per essere la canzone italiana più conosciuta e interpretata nel mondo, forse seconda soltanto a ‘O sole mio.
Il paroliere, anche lui ai primi passi, ma destinato a diventare famoso, era Franco Migliacci. Firmerà in seguito grandi successi come Tintarella di Luna per Mina, Fatti mandare dalla mamma, Ho chiuso le finestre, Non son degno di te, Se non avessi più te, La Fisarmonica e tantissime altre per Gianni Morandi e per artisti del calibro di Milva, Rita Pavone, Patty Pravo, Anna Oxa ed altri.
Sull’ispirazione c’è chi scrive che fu il colore intenso dei quadri di Chagall o una finestra aperta improvvisamente da un colpo di vento e anche se in Volare manca la tradizionale rima di “cuore e amore”, riesce ad entrare nell’intimo di chi ascolta, che si fa subito interprete e protagonista, iniziando a sognare come in una favola. 
Sul finire della canzone, il riferimento all’amore romantico c’è, proprio negli ultimi versi: “ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli, che sono blu come un cielo trapunto di stelle.”
Modugno e Migliacci non lo immaginavano, ma con questo brano stavano dando una svolta alla canzone italiana. Da quella sera del Festival, il modo di cantare in Italia non fu più esclusivamente legato alle rime, alle parole troncate come mar, sol, ma nasce la canzone d’autore, una nuova scuola.
Secondo gli studiosi la novità essenziale stava in quell’infinito del verbo volare, che diventa un inno, ripetuto nell’incipit del ritornello, così potente da conservarne l’originale in italiano anche nella versione in inglese interpretata tra gli altri da Dean Martin  e che poi costituirà l’appellativo del suo creatore, conosciuto anche come “Mister Volare”. 
Altri saranno gli straordinari successi di Domenico Modugno, Piove, L’uomo in frac, Resta cu’ me, Io mammeta e tu, Tu si ‘na cosa granne, Dio come ti amo, Amara terra mia, Meraviglioso, L’anniversario, solo per citarne alcuni e chissà quanti altri ce ne avrebbe regalati se i  postumi di un ictus non se lo sarebbero portato via a soli 66 anni. 
Domenico Modugno è stato un personaggio a tutto tondo, dalla musica al teatro, dal cinema all’impegno sociale e alla politica. 
Nel 1987 riuscì anche ad arrivare in Parlamento, tra le fila del Partito Radicale, ma il suo fisico era stato colpito duramente e si spegnerà il sette agosto del 1994. 
In questi giorni avrebbe compiuto novant’anni. Anche se non è più presente fisicamente, i suoi brani rimangono immortali, influenzando anche le nuove generazioni. Il complesso moderno dei Negroamaro hanno inciso una nuova edizione del brano Meraviglioso. Cantanti italiani e stranieri continuano ad interpretare i suoi successi.
Le sue braccia aperte quasi davvero a simulare un volo, sono state riprese nella statua che si trova sulla piazza che domina la distesa azzurra di Polignano a Mare, cittadina pugliese che gli ha dato i natali, in provincia di Bari.
Da figlio del sud, Domenico Modugno ha voluto esprimere in quel suo Volare, il riscatto dalla povertà, dal sacrificio, dalle rinunce e lasciare in eredità la consapevolezza che nella vita i sogni posso anche trasformarsi in realtà.
 
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