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Rossini, un gastronomo perso tra le sette note

Rossini, un gastronomo perso tra le sette note

TORONTO –  All’Italia si può criticare di tutto e di più, ma quando si tratta della tavola e della sua cucina, la sfida è aperta: vediamo se c’è chi ha il coraggio di affrontarla a suon di mestoli e coperchi!
“Un pasto italiano è come un’opera”, ebbe a dire Waverely Root, un famoso gastronomo, riferendosi al tintinnio dei bicchieri e al rumore dei piatti che producevano suoni, come in un componimento musicale.
In alcuni casi, una certa affinità tra musica e cucina italiana ci può anche stare se andiamo a riscoprire il talento e le passioni per esempio di Gioacchino Rossini.
Genio musicale italiano nato alla fine del diciottesimo secolo, è senza dubbio annoverato tra i più grandi compositori operistici, basta citare Il barbiere di Siviglia, La Gazzaladra, L’Italiana in Algeri, La Cenerentola, e il Guglielmo Tell. 
Compose la sua prima opera a soli quattordici anni, Giuseppe Mazzini lo definì “un titano. Titano di potenza e d’audacia… il Napoleone d’un’epoca musicale”.
Ma l’estro, la passione del grande maestro non si esaurirono tra le cinque righe del pentagramma. 
A vedere qualche foto antica si scorge subito il suo volto rubicondo e gioviale, che non nega il suo amore per la buona tavola, facendogli conquistare anche l’appellativo di “bon vivant”.
A colazione consumava una tazza di caffèlatte e un panino, anche se negli ultimi anni preferiva due uova alla coque accompagnate da un bicchiere di Bordeaux.
In cima alla sua scala di valori c’erano i maccheroni che amava preparare per i suoi amici, farcendoli di una purea  a base di tartufo. 
E aveva buon gusto anche nell’abbinamento dei vini. Si narra che fosse spesso alla ricerca di prodotti di ottima qualità che faceva giungere da diversi luoghi, come il Gorgonzola dall’omonima località o il panettone rigorosamente da Milano, la mortadella e i tortellini da Bologna e le olive all’ascolana, provenienti dalla sua regione nativa.
Tra un famoso chef, Antonin Carême, e il compositore ci fu uno scambio reciproco: l’uno gli dedicava ricette e l’altro brani musicali.
Ma d’altra parte non è difficile ritrovare il brio delle sue composizioni musicali nelle fantasie culinarie della cucina italiana. Sono spumeggianti, saporite, mettono allegria proprio come una mensa imbandita di gustose leccornie che i buongustai apprezzerebbero con esultanza. 
Sembra che addirittura, alcune arie delle opere più famose del musicista di Pesaro venissero composte mentre lo stesso spadellava e, nelle pause dovute alla cottura dei cibi, la sua mano passasse dal mestolo al pianoforte, dal pentagramma alle pentole.
Secondo uno dei tanti aneddoti che si raccontano sulla sua vita, Rossini avrebbe pianto solo tre volte nella sua vita: al fiasco della sua prima opera, quando ascoltò Paganini suonare il violino e quando un tacchino ripieno cadde accidentalmente in un lago prima di essere consumato, durante una gita in barca.
La tradizione vuole che il Maestro applicò il suo estro anche nella creazione di piatti come il risotto al midollo di bue, noto ancora nelle Marche, e i cannelloni alla Rossini, ripieni di foie gras, influenza della sua permanenza in Francia per un periodo della sua vita.
Tra le cose preferite di Gioacchino Rossini, il famoso tartufo di Alba è senz’altro sua maestà. Lo ritroviamo spesso nelle ricette del maestro, e non può mancare sui suoi “Tournedos”. 
Questo piatto di carne, fegato d’oca e scaglie di tartufo prenderebbe proprio il nome da una frase che esclamò lo chef indispettito perché Rossini voleva che i piatti da degustare venissero preparati in sua presenza. 
“Et alors tournez le dos” (Allora giri la schiena, ndr), gli intimò stizzito il cuoco per le tante interferenze di Rossini, battezzando così i prelibati bocconi.
“Non conosco un’occupazione migliore del mangiare”, ebbe a dire il famoso musicista, e ancora: “L’appetito è per lo stomaco, quello che l’amore è per il cuore. Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni”.
Volete un consiglio? La prossima volta, quando avrete ospiti a cena, aggiungete come sottofondo le musiche delle ouverture di Rossini, il connubio tra la sua musica e i vostri piatti risulterà sicuramente gradito ai vostri commensali e di grande effetto
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