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Perchè ogni anno la Pasqua cambia data

Perchè ogni anno la Pasqua cambia data

TORONTO – La maggior parte delle feste “comandate” hanno una data precisa sul calendario. Tra quelle religiose,  però la Pasqua, la festa più grande e solenne per la Cristianità, non si celebra mai in una data fissa e in tanti ancora si chiedono il perché.
Con la Pasqua i cristiani ricordano la Resurrezione di Gesù, tre giorni dopo la sua morte. Nei testi dei Vangeli non si fa mai riferimento a date precise sulla vita di Gesù.
Per esempio non abbiamo prove concrete che sia nato realmente a dicembre. Professando che Gesù per i cristiani è la Luce del mondo, si celebra il Natale nel periodo in cui i pagani celebravano la festa della luce, in base al solstizio d'inverno che cade il 21 dicembre. 
Quando invece pensiamo alla Pasqua, dobbiamo partire dal Vecchio Testamento, la prima parte della Bibbia, che tratta del periodo antecedente la venuta di Cristo.
E precisamente a quegli episodi descritti nel Libro dell'Esodo, narranti la fuga del popolo ebraico dall'Egitto dov'era prigioniero.
Secondo il racconto, il Signore disse a Mosè di celebrare la Festa degli Azzimi, che cade nel mese di Nisan, nel calendario ebraico, collocato tra marzo e aprile. Nel quattordicesimo giorno di questo mese cade la festa di Pesach, la Pasqua Ebraica, che ricorda appunto l'uscita del popolo israelita dall'Egitto.
In quel periodo, secondo gli studi di astronomia, si presenta anche la prima luna piena di primavera, stagione che inizia il 21 marzo.
Arriviamo agli ultimi giorni di vita terrena di Gesù. Nei Vangeli è scritto che anch'Egli – che apparteneva al popolo discendente da Mosè – si preparò alla celebrazione della Pasqua Ebraica, che volle consumare, come per tradizione insieme agli Apostoli, durante quella che più tardi verrà definita L'ultima Cena. Poco dopo infatti sarà preso dai soldati e messo in croce il giorno seguente.
"Era il giorno della Parasceve…" scrive l'evangelista Giovanni, raccontando i momenti successivi alla morte di Cristo e alla sua deposizione dalla croce (nel versetto 31 del capitolo 19)  cioè il giorno che precede il sabato festivo per gli ebrei, quindi Gesù morì il venerdì e risuscitò la domenica.
Avendo celebrato la Pesach come richiedeva la sua religione, tutto successe tra marzo e aprile.
E quindi il calcolo della Pasqua cristiana avviene tenendo conto della prima luna piena di primavera, cioè il primo plenilunio che accade dal 21 marzo in poi.
La domenica seguente a questo fenomeno lunare  sarà per i cristiani la domenica di Pasqua.
Da questa data vengono poi determinate tutte le feste cosiddette mobili, dalla Quaresima all'Ascensione, alla Pentecoste e vengono rese note ogni anno, almeno per i cattolici, con un annuncio durante la celebrazione liturgica dell'Epifania.
Il termine Pasqua deriva dalla denominazione della festa di Pesach, che in ebraico significa "passare oltre", com'è descritto nel libro dell'Esodo: "È il sacrificio della pasqua per il Signore, il quale è passato oltre le case degli Israeliti in Egitto, quando colpì l'Egitto e salvò le nostre case…"
Ecco anche perchè in inglese la Pasqua ebraica è definita Passover.
Con la venuta di Cristo, questa festa ha preso un altro significato, conservando il concetto di 'passaggio'.
Indica infatti il passaggio da morte a vita per Gesù risorto, e il passaggio a vita nuova per i cristiani redenti dal peccato con il Suo estremo sacrificio.
Non casuale allora anche il fatto che questa festa ricorra in primavera, la stagione della rinascita, del risveglio ad una nuova vita. 
La Pasqua è l'insieme di tutte le feste religiose che non deve esaurirsi in un solo giorno all'anno.
I cattolici sono per questo invitati a celebrare con la liturgia eucaristica ogni domenica dell'anno "il memoriale della Pasqua", come scritto nel messale.
Non semplicemente un ricordo, una memoria, ma il ripetersi, la riproposizione di quell'evento in cui Cristo si è donato all'uomo.
 
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